Earth Overshoot Day 2026: strategie per ritardarlo

Ambiente

Oggi 24 luglio 2026 è il giorno in cui la domanda di risorse e servizi ecologici dell’umanità supera la capacità della Terra di rigenerarli nell’arco di un anno. Un indicatore che misura la pressione esercitata dal nostro modello di sviluppo sul pianeta: dall’impronta ecologica al consumo di risorse, fino agli effetti della crisi climatica. Ma cosa significa davvero “sovrasfruttare” la Terra e quali soluzioni possono spostare questa data?

Oggi è l’Earth Overshoot Day: il giorno in cui la domanda di risorse e servizi ecologici da parte dell’umanità ha superato ciò che la Terra è in grado di rigenerare, in un dato anno. Una giornata mondiale che ci ricorda l’insostenibilità di certi sistemi estrattivisti e l’impatto della crisi climatica sul nostro pianeta. Dalla perdita di biodiversità agli eventi meteorologici estremi, il mondo registra da ogni parte gli effetti del superamento ecologico globale. Il “sovrasfruttamento” della Terra viene calcolato ogni anno dal Global Footprint Network e dalla York University. 

 



Sovrasfruttamento e impronta ecologica

Ma che cos’è la capacità di un ecosistema di autorigenerarsi? Lo sanno fare le foreste, i terreni agricoli… il pesce. Il punto è saper assorbire le emissioni di anidride carbonica. Questa è la componente più rilevante del calcolo dell’impronta ecologica su cui si basa l’Earth Overshoot Day. L’impronta ecologica è a sua volta un indicatore che misura la superficie biologicamente produttiva necessaria per sostenere i consumi di un individuo, un Paese o l’intera umanità e per assorbire i rifiuti prodotti (soprattutto la CO2, appunto). 

L’Earth Overshoot Day

Il calcolo del sovrasfruttamento della Terra è stato introdotto nel 1971. Da quella data il giorno ha iniziato a stabilizzarsi, e negli ultimi anni è tra la fine di luglio e l’inizio di agosto, anche se durante la pandemia da Covid-19 la produzione globale ha rallentato e così i consumi e le emissioni: quella data è stata posticipata. La ripresa dell’economia globale ha fatto tornare il trend ai livelli precedenti. Chiaramente, non tutti i Paesi hanno la stessa impronta ecologica e soprattutto le stesse responsabilità politiche ed economiche (pensiamo anche ai cosiddetti Paesi in via di sviluppo, che oggi utilizzano più energia fossile rispetto ai Paesi a sviluppo avanzato che possono permettersi di virare verso energia rinnovabile). 

Cosa fare

Ma non tutto è perduto, perché l’Earth Overshoot Day vorrebbe informare e sensibilizzare la popolazione rispetto al futuro della loro stessa casa. Bisognerebbe intervenire rapidamente per accelerare la transizione verso le rinnovabili, migliorare l’efficienza energetica delle città, ridurre sprechi alimentare, produrre sistemi di mobilità sostenibili. E, soprattutto, adottare un altro modello di produzione che si basi almeno sull’economia circolare. Le scelte individuali possono contribuire, certo, ma è il punto è soprattutto l’azione a livello istituzionale, politico, sistemico. L’Earth Overshoot Day non vorrebbe rappresentare solo una previsione catastrofica, ma l’indicatore di quanta pressione il nostro stile di vita mette sulla terra, le cui risorse non sono infinite. 

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