Giornata mondiale delle tartarughe, quante specie esistono e quante rischiano l’estinzione

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Il 23 maggio si celebra il World Turtle Day, istituito per sensibilizzare sulla tutela delle tartarughe e dei loro habitat. Secondo l’ultimo aggiornamento della Lista Rossa Iunc, sono 48.646 le specie minacciate di estinzione

Il 23 maggio si celebra la Giornata mondiale delle tartarughe, nata per richiamare l’attenzione sulla tutela di tartarughe e testuggini, animali antichissimi ma sempre più esposti alle conseguenze delle attività umane. Il World Turtle Day è stato istituito nel 2000 dall’organizzazione American Tortoise Rescue e viene celebrato ogni anno il 23 maggio per sensibilizzare sulla protezione di questi animali e dei loro habitat.

Quante specie sono minacciate

 

Per quanto riguarda le specie esistenti e quelle minacciate, un quadro aggiornato arriva dalla Lista Rossa Iunc, il principale riferimento internazionale sul rischio di estinzione. Nell’ultimo aggiornamento, diffuso a fine 2025 in occasione del Congresso mondiale dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura ad Abu Dhabi, l’elenco comprende 172.620 specie, di cui 48.646 minacciate di estinzione. Le specie vengono spostate da una categoria all’altra quando nuovi dati indicano cambiamenti nelle popolazioni, negli habitat o nelle minacce a cui sono esposte.

 

Il caso della tartaruga verde

 

Tra le notizie positive dell’aggiornamento c’è il caso della tartaruga verde (Chelonia mydas), una delle sette specie viventi di tartarughe marine, che è stata salvata dall’orlo dell’estinzione in quella che gli scienziati hanno definito una “grande vittoria” per la conservazione. La specie, un tempo ampiamente cacciata per la carne, le uova e il carapace, ha mostrato segnali di ripresa grazie a decenni di interventi di conservazione, dalla protezione delle spiagge alla riduzione delle catture accidentali nelle reti da pesca. “Dobbiamo usare questa vittoria come catalizzatore per ottenere numerosi altri successi”, ha dichiarato Nicolas Pilcher della Marine Research Foundation, no-profit con sede a Sabah, in Malesia. Anche Brendan Godley, scienziato della conservazione presso l’Università di Exeter, ha sottolineato alla Bbc l’impatto positivo dell’impegno portato avanti in questi anni: “Centinaia di migliaia di persone lavorano da decenni per cercare di prendersi cura di queste creature iconiche e carismatiche. E senza dubbio il loro impegno ha avuto un impatto positivo”. Il miglioramento, però, non cancella le minacce ancora presenti: pesca, perdita di habitat e cambiamenti climatici continuano a pesare sulle popolazioni, che restano sotto i livelli storici.

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