America Latina, è iniziato El Niño nel Pacifico tropicale: da 0,5 a 3 gradi in più

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Si tratta di un fenomeno meteorologico che provoca un periodico riscaldamento delle acque superficiali dell'Oceano di fronte alle coste dell'America Latina. Ma se le acque del Pacifico si surriscaldano troppo, si avranno conseguenze su tutte le correnti. Perciò, anche in Italia potremmo dover fare i conti con mesi caldissimi

Il Servizio Meteorologico degli Stati Uniti Noaa ha annunciato che nel Pacifico tropicale si è sviluppato El Niño, un fenomeno meteorologico che provoca un forte riscaldamento delle acque superficiali dell'Oceano.

Le temperature si alzano, gli eventi estremi aumentano

El Niño è un periodico riscaldamento, da 0,5 a 3 gradi, delle acque superficiali del Pacifico centro meridionale ed orientale, di fronte alle coste dell'America Latina. Si verifica ogni 2-7 anni e dura dai 9 ai 12 mesi. La Noaa prevede che El Niño si intensificherà fino a raggiungere un livello moderato o forte in autunno. Tra gli effetti ci sono inverni caldi e secchi nel Nord degli Stati Uniti e tempeste e neve negli stati meridionali. El Niño prende forma quando i venti alisei si indeboliscono improvvisamente, spingendo di conseguenza l'acqua calda di Asia e Australia verso le coste dell’Ecuador e del Perù, lo spiegano i meteorologici de iLMeteo.it. Quello che succede dopo è un grande rilascio di vapore e calore nell’atmosfera, capace di dispiegare i suoi effetti in tutto il mondo.

Una immagine diffusa il 28 aprile 2016 dall'ufficio stampa di Greenpeace, riguardante l'attività della sua nave Esperanza, che ha raggiunto l?Oceano Indiano, dove è impegnata in una spedizione pacifica per fermare le pratiche di pesca di Thai Union, il colosso mondiale del tonno in scatola, proprietario anche del marchio italiano Mareblu. ANSA / US GREENPEACE
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A causa di El Niño l'Italia potrebbe sperimentare mesi caldissimi

Nel 2015, in concomitanza con El Niño si sono registrati eventi anomali, a partire da fortissime siccità in Paesi come Etiopia, Australia e India. Non solo, una stagione degli uragani più violenta del solito ha interessato la zona del Pacifico centrosettentrionale e piogge particolarmente intense hanno colpito gli Stati Uniti. L’Europa, rispetto ad altre zone del mondo, è più protetta da El Niño, grazie anche alla presenza dell'Oceano Atlantico. Ma nonostante il vantaggio geografico, se le acque del Pacifico si surriscaldano troppo, tutte le correnti ne subiscono le conseguenze. Dunque, anche l'Italia potrebbe dover fare i conti con mesi caldissimi. iLMeteo.it parla di un’estate “caratterizzata da ondate di calore intense, prolungate e anomale, con temperature diurne ben oltre le medie storiche, notti "tropicali" (dove i termometri faticano a scendere sotto i 25°C) e un grave stress idrico che colpisce fiumi, laghi e riserve agricole”. Dopo l'estate, inoltre, il Mar Mediterraneo avrà immagazzinato “una quantità di calore fuori norma, trasformandosi in un vero e proprio serbatoio di energia potenziale per il successivo autunno”. 

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