Specie aliene invasive in Italia, i rischi del granchio rosso

Ambiente
Instagram Alfonso Barone

Il crostaceo originario del mar Rosso si sta rapidamente insediando lungo la costa ionica siciliana. Gli avvistamenti in crescita indicano una possibile stabilizzazione, con rischi per ecosistema e pesca. Ricercatori e associazioni chiedono interventi tempestivi

Il granchio blu non è l'unico crostaceo invasivo presente nel mar Mediterraneo. Lungo la costa ionica della Sicilia è comparsa un'altra specie aliena: il granchio rosso. Il primo esemplare è stato catturato nel novembre del 2025 e da allora le segnalazioni sono aumentate.

Segnali di insediamento

"Queste occorrenze ripetute in un arco di tempo limitato e all'interno di un'area relativamente ristretta suggeriscono fortemente che la specie si trovi in una fase di insediamento", spiega Francesco Tiralongo, biologo marino e docente all'università di Catania. Non più quindi un avvistamento sporadico ma l'inizio di una possibile stabilizzazione nelle acque italiane. Dopo l'esperienza con il granchio blu, ricercatori e associazioni chiedono interventi più tempestivi per evitare un'altra emergenza.

Caratteristiche della specie

Il granchio rosso (Gonioinfradens giardi) appartiene alla famiglia dei  crostacei marini noti come "granchi nuotatori" per il loro ultimo paio di zampe a forma di paletta. È la stessa famiglia del granchio blu, ma il rosso è più piccolo: il carapace misura tra i 3 e i 6 centimetri, contro i 23 centimetri del blu. Entrambi sono agili, aggressivi, onnivori e dotati di una grande capacità di dispersione, qualità che li rende efficienti colonizzatori. 

Dal mar Rosso al Mediterraneo

Come altre specie aliene, il granchio rosso, è arrivato dal mar Rosso attraverso il canale di Suez. Il riscaldamento del Mediterraneo e l'intenso traffico marittimo hanno favorito queste migrazioni. Il Mediterraneo ospita circa il 7% della biodiversità marina mondiale pur rappresentando meno dell'1% della superficie oceanica del mondo. La prima segnalazione italiana risale a Portopalo di Capo Passero, vicino a Siracusa. Da allora i ritrovamenti sono aumentati. Alfonso Barone, un pescatore di Marzamemi, ha detto che "si è passati da un individuo ogni tanto a circa dieci individui". Per Tiralongo, questo è un indizio chiaro di una rapida espansione nel mar Ionio siciliano. 

Rischi per ecosistemi e pesca

Essendo una specie invasiva, il granchio rosso può alterare gli equilibri ecologici interagendo con le specie native. Se diventasse abbondante, potrebbe anche interferire con la pesca, come già accaduto con il granchio blu nel delta del Po. Mancano però studi specifici sulle sue abitudini alimentari o sul suo comportamento. Secondo Tiralongo, le dimensioni ridotte rendono improbabile un mercato alimentare per il granchio rosso. La commercializzazione è una delle strategie di rimozione delle specie aliene invasive, perché permette di trasformare una minaccia in una risorsa economica.

L'allarme delle associazioni

Acli Terra ricorda l'esperienza del granchio blu: "Il fattore tempo è determinante, non possiamo permetterci ulteriori attese". Tra le soluzioni proposte dall'associazione c'è l'istituzione di una Autorità mediterranea per l'acquacoltura per coordinare la gestione delle specie invasive. Il monitoraggio su ampia scala e le rilevazioni precoci. In questo la collaborazione con i pescatori è fondamentale: perché operano di continuo in una vasta gamma di ambienti costieri, e perché di conseguenza costituiscono un sistema di allerta precoce per il rilevamento di specie non autoctone. La scoperta del granchio rosso è avvenuta proprio grazie ai pescatori.

Il progetto AlienFish

Tiralongo coordina anche AlienFish, un progetto nazionale nato nel 2012 per studiare e monitorare le specie ittiche marine non autoctone. Una ventina di ricercatori raccolgono e validano dati provenienti da pescatori professionisti e non. "Avere dei dati migliora la nostra capacità di tracciare le invasioni biologiche", dice Tiralongo. "Anticipa gli impatti ecologici e serve a progettare strategie di gestione adattiva di fronte al cambiamento ambientale in corso".

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