Takahashia Japonica, cosa fare se la cocciniglia ad anelli attacca le piante in balcone

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Non esiste un trattamento fitofarmacologico efficace . Per cui aldilà dell’uso di eventuali trattamenti chimici, o l'impiego di insetti antagonisti, a casa si può procedere con una rimozione meccanica degli stessi. “Dobbiamo farlo indossando guanti e utilizzando un panno imbevuto di alcol, con cui semplicemente ripuliamo i rami”, dichiara l’esperto sul Corriere della Sera 

Per difendere le tue piante dalla Takahashia japonica (cocciniglia ad anelli), la prima linea di difesa in balcone è la rimozione manuale degli ovisacchi bianchi, seguita da trattamenti a base di olio di Neem o sapone di Marsiglia per le neanidi.

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Il parassita che viene dal Giappone

La Takahashia Japonica, il parassita arrivato nove anni fa dal Giappone, ha un’insolita forma che ricorda quella degli anelli di totano, agglomerati bianchi e gommosi che non sono il parassita vero e proprio  che in italiano si chiama Cocciniglia dai filamenti cotonosi ma la collana di ovisacchi all'interno dei quali si sviluppano le larve. Compare nei giardini privati, ma anche sulle essenze arboree coltivate in terrazzi o balconi. 

L'esperto: Prima si interviene e meglio è

Non esiste un trattamento fitofarmacologico efficace. In Italia non esistono molti predatori di questo insetto e alcuni Comuni stanno provando a insediare, nelle zone colpite dalla Takahashia, piccole colonie di coccinelle, che si avventano sulle larve, cibandosene. Tuttavia qualcosa è possibile fare, soprattutto a livello domestico.  “Prima si interviene e meglio è” afferma Pietro Bruni, naturalista e giardiniere intervistato dal Corriere della Sera. Ma attenzione. Una potatura eccessiva rischierebbe infatti di danneggiare la pianta più di quanto farebbe la cocciniglia.

A livello domestico si può fare davvero la differenza

“Quando troviamo i primi ovisacchi sui rami delle nostre piante - suggerisce Bruni - possiamo intanto procedere con una rimozione meccanica degli stessi. Dobbiamo farlo indossando guanti e utilizzando un panno imbevuto di alcol, con cui semplicemente ripuliamo i rami”. Una volta rimossi gli anelli, questi vanno smaltiti con grande attenzione. “Non vanno gettati nel contenitore dell'umido o del verde - avverte l'esperto - ma chiusi bene all'interno di un sacchetto e poi gettati nell'indifferenziato”. Una volta ripuliti i rami bisogna fare attenzione a eventuali ritorni. Che possono anche essere prevenuti con una lozione facile da preparare e da applicare con un normale spruzzino nebulizzatore: "Bastano - spiega Bruni - 100 ml di alcol isopropilico, che si compera in farmacia, ma si può usare anche quello alimentare. A cui si aggiungono 10 ml di sapone molle potassico, che si acquista nei garden center, e 900 ml di acqua. Questo composto, innocuo per le piante, tiene alla larga la cocciniglia”.

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