Gran Bretagna, stop ad auto diesel e benzina dal 2030

Ambiente

Primo al mondo, Johnson lancia la "rivoluzione industriale verde", un piano in 10 punti che dovrebbe portare il Regno Unito verso il traguardo delle zero emissioni entro il 2050.  Al centro, investimenti  e incentivi per energia pulita, veicoli elettrici e idrogeno, per un totale di 12 miliardi di sterline

Il governo britannico vieterà la vendita di auto a benzina e diesel dal 2030: il provvedimento fa parte del piano in 10 punti che il premier Boris Johnson presenta oggi per la "rivoluzione industriale verde". Il premier britannico ha stanziato 12 miliardi di sterline (13,4 miliardi di euro) per piani ad ampio raggio, che spera garantiranno fino a 250.000 posti di lavoro e contribuiranno a rendere il Regno Unito “carbon neutral” entro il 2050.

Obiettivo: emissioni zero entro il 2050

Johnson spera che le ambiziose proposte possano contribuire a mantenere gli impegni presi per ridurre la forte disuguaglianza regionale della Gran Bretagna e riparare alcuni dei danni economici provocati dalla pandemia. Proposte viste anche come un’opportunità per allinearsi alle priorità del Presidente degli Stati Uniti Joe Biden, prima che la Gran Bretagna ospiti i colloqui sul clima globale il prossimo dicembre. "Il mio piano in 10 punti creerà, sosterrà e proteggerà centinaia di migliaia di posti di lavoro verdi, facendo passi avanti verso lo zero netto entro il 2050", ha detto Johnson in una dichiarazione prima di pubblicare il progetto completo. "La nostra rivoluzione industriale verde sarà alimentata dalle turbine eoliche della Scozia e del Nord Est, alimentate dai veicoli elettrici prodotti nelle Midlands e avanzate dalle più recenti tecnologie sviluppate in Galles".

Investire nell'energia pulita

Le proposte prevedono di quadruplicare l'energia eolica offshore entro un decennio e di aumentare la capacità di produzione di idrogeno per l'industria, i trasporti, l'energia e le abitazioni. Si investirà anche nel trasporto pubblico a emissioni zero, oltre che nella ricerca su aerei e navi a emissioni zero. Inoltre, verranno incentivati l’utilizzo della bicicletta e gli spostamenti a piedi. I piani, nel complesso, contengono obiettivi più ampi per rendere la Gran Bretagna leader mondiale nella tecnologia no carbon e la City di Londra un "centro globale di finanza verde". Il governo spenderà anche 525 milioni di sterline per lo sviluppo di centrali nucleari di grandi e piccole dimensioni e di nuovi reattori modulari avanzati, mossa che potrebbe incontrare l’avversione degli ambientalisti. 

Gli incentivi per i veicoli elettrici

Il divieto del 2030 per le auto e i furgoni a benzina e diesel segue quello che Downing Street ha definito "un'ampia consultazione con le case automobilistiche e i venditori". Secondo i nuovi piani, il Governo investirà 1,3 miliardi di sterline per l'espansione dei punti di ricarica dei veicoli elettrici nelle case e nelle strade di tutta l'Inghilterra, e renderà disponibili 582 milioni di sterline in sovvenzioni per l'acquisto di veicoli a zero o a bassissime emissioni. Nel frattempo, nei prossimi quattro anni saranno spesi quasi 500 milioni di sterline per lo sviluppo e la produzione di batterie per veicoli elettrici.

La sperimentazione sull'idrogeno

Nell'ambito delle proposte per ridurre l'uso di gas ad emissione di anidride carbonica, altri 500 milioni di sterline sono destinati alla sperimentazione dell'uso dell'idrogeno nelle case per il riscaldamento e la cucina. Il governo mira a costruire un cosiddetto "Quartiere dell'idrogeno" entro tre anni, un "Villaggio dell'idrogeno" entro il 2025 e una città di decine di migliaia di case che utilizzano il gas entro la fine del decennio. Si prevede inoltre di investire 1 miliardo di sterline in un programma di sovvenzioni lanciato a settembre, e che ora sarà prorogato per un anno, per rendere le case e gli edifici pubblici più efficienti dal punto di vista energetico. 

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