Orsi in Trentino, rapporto choc: vivono uno stress psico-fisico severo, "M49 non mangia"

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Nel recinto del Casteller, dove sono rinchiusi tre esemplari, il numero massimo consentito per la struttura, non sono garantite le "adeguate condizioni di benessere degli esemplari”, spigano Ispra e i carabinieri del Cites nella relazione stesa su nota del ministero dell'Ambiente dopo il sopralluogo effettuato il 14 settembre scorso. Ansiolitici agli animali per ridurne lo stress. Insorgono gli animalisti

Nel recinto del Casteller in Trentino, dove sono rinchiusi tre orsi, il numero massimo consentito per la struttura, non sono garantite le "adeguate condizioni di benessere degli esemplari". È la conclusione che Ispra e i carabinieri del Cites espongono nella relazione stesa su nota del ministero dell'Ambiente dopo il sopralluogo effettuato il 14 settembre scorso. L'area poco distante da Trento dove si trovano l'orso M49, 4 anni e mezzo, ribattezzato "Papillon" e celebre per le sue due fughe proprio dal recinto del Casteller, M57, l'esemplare di due anni e mezzo che la sera del 22 agosto ha aggredito il carabiniere di 24 anni Diego Balasso ad Andalo, e l'orsa DJ3, 17 anni e mezzo, che si trova nel recinto dal 2011 e dovrebbe essere spostata nell'area faunistica di Spormaggiore, "non è dotata di strutture che possano consentire un graduale adattamento alla nuova situazione ambientale", si rileva nella relazione.

Ansiolitici agli animali per ridurne lo stress

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Al documento sono allegate le cartelle cliniche degli animali e le annotazioni con la firma del capo veterinario ed emerge che agli orsi era già stato somministrato un integratore con effetto inibitorio del sistema nervoso centrale per prevenire e controllare lo stato di stress. Ma il 10 settembre, due giorni dopo la cattura di M49, per la prima volta, la situazione richiede la somministrazione di un ansiolitico, perché l'orso "ha smesso di alimentarsi e scarica tutte le sue energie contro la saracinesca della tana. Reagisce in maniera nervosa alla presenza umana". M57, invece, "si alimenta, ma ripete costantemente dei movimenti in maniera ritmata, prodromo di stereotipia. Presenta anche lesione cutanea nell'avambraccio sinistro, dovuto allo sfregamento. L'orsa DJ3, prosegue l'annotazione, "a causa della presenza e degli atteggiamenti degli altri due esemplari, spaventata, si è nascosta nel boschetto del recinto esterno e non torna in tana per alimentarsi". A questo si aggiunge l'imminente inizio lavori della costruzione delle gabbie di tana 2 e tana 3. "Vista la delicata situazione si decide di somministrare per la prima volta dalla loro detenzione al Casteller dell'alprazolam a M49 e M57 per ridurre lo stato di stress, finché si concluderanno i lavori di costruzioni delle gabbie”.

Gli animalisti insorgono

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Gli animalisti si dicono "allibiti poiché il testo prova inconfutabilmente il grave maltrattamento che subiscono gli orsi M49, M57 e DJ3 presso la struttura". Aidaa promette una denuncia nei confronti del presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti (Lega) per maltrattamento di animali, così come Leal e Salviamo gli orsi della luna. Anche l'Oipa (organizzazione internazionale protezione animale), che parla di "inadeguate condizioni di cattività", annuncia una denuncia, mentre la Lav-Lega anti vivisezione chiede un intervento del ministro dell'Ambiente Sergio Costa a tutela degli orsi trentini e annuncia, anche lei, una denuncia per maltrattamento di animali contro i responsabili del trattamento riservato agli orsi detenuti. Nel documento di Ispra e Cites si ritiene che "tenuto conto delle dimensioni e la struttura del recinto Casteller, pur con gli adeguamenti programmati, la prevista cattura e captivazione di ulteriori tre individui metterebbe in difficoltà l'intero sistema di gestione". Il riferimento è alle tre ordinanze emesse da Fugatti per la cattura e la captivazione di altrettanti individui ritenuti problematici, tra cui JJ4, ed è lo stesso Servizio foreste e fauna della Provincia - si legge nella relazione - a ritenere "ineludibile aumentare la ricettività dell'area faunistica in questione".

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