Disastro petroliera Mauritius, gli abitanti cercano di salvare il mare donando capelli

Ambiente

Le chiome dei volontari andranno alle associazioni che fabbricano galleggianti per assorbire il combustibile fuoriuscito dalla petroliera incagliata sulla barriera corallina. Un kg di capelli può assorbire 8 kg di idrocarburi

Barbieri e parrucchiere alle Mauritius sono presi d'assalto. Gli abitanti stanno donando i loro capelli alle associazioni che possono, così, fabbricare con le chiome dei galleggianti in grado di assorbire il petrolio fuoriuscito dalla petroliera giapponese incagliata sulla barriera corallina. Un kg di capelli può assorbire fino a 8 kg di idrocarburi.  Il primo ministro, Pravind Jugnauth, ha dichiarato lo stato d’emergenza (GUARDA IL VIDEO)  per una crisi che colpisce tutto il mondo e tutti i mauriziani.

Un paradiso naturale a rischio

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La petroliera giapponese Wakashio si era incagliata sulla barriera corallina, nella costa sud-est dell’isola di Mauritius, lo scorso 25 luglio. Il 6 agosto una crepa si era aperta nello scafo e il combustibile contenuto all’interno aveva iniziato a fuoriuscire nelle acque cristalline di questo terra al largo delle coste africane orientali. Oggi non resta quasi più carburante all’interno della nave, pompato con l’intervento di elicotteri e altri mezzi di soccorso in questi giorni.

 

Impegno e ingegno della popolazione

 

I capelli donati, infilati in calze di nylon, creano delle specie di galleggianti protettivi e assorbenti. Altre barriere per contenere la fuoriuscita sono realizzate dalla gente con fogli di canna da zucchero, paglia e bambù e posizionati in mare facendoli galleggiare con bottiglie di plastica. Sul bagnasciuga i volontari usano fusti di petrolio vuoti per raccogliere il carburante che ha già raggiunto le acque più basse.  L’atollo ospita molte specie endemiche delle lagune, a rischio per inquinamento (GUARDA LE FOTO). Tartarughe e piante protette sono state perciò trasferite nell'Ile aux Aigrettes, un'isola vicina al luogo dell’incidente.

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