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Denuncia di Lav: 10 tigri trasportate da Latina alla Russia, una morta

Thailandia, morte 86 tigri sequestrate dal tempio Wat Pha Luang Ta Bua:

3' di lettura

Denuncia della Lega Anti Vivisezione: 10 tigri, partite da Latina in direzione Russia, sono bloccate da 6 giorni al confine tra Polonia e Bielorussia in condizioni inadatte a un viaggio così lungo. Una è morta, una seconda è in fin di vita

Al confine tra Polonia e Bielorussia, è una Odissea per 10 tigri trasportate da Latina verso uno zoo della Russia: una è morta, una seconda è in fin di vita, le altre sono allo stremo. Sono ferme da 6 giorni a causa di questioni burocratiche; ma le condizioni di trasporto non sono adatte a un periodo così lungo di attesa. La notizia è stata diffusa dalla Lega Anti Vivisezione, che annuncia una denuncia in tribunale contro i responsabili. “I video che abbiamo ricevuto in anteprima mostrano che gli animali viaggiavano in condizioni agghiaccianti – afferma la LAV in una nota -, condizioni non conformi alla normativa vigente”.

Dubbi sulla certificazione di idoneità al trasporto

Le 10 tigri, riferisce l'associazione animalista, “erano partite da Latina il 22 ottobre scorso ed erano destinate a uno zoo in Russia”. Ora sono bloccate da 6 giorni al confine tra Polonia e Bielorussia “rinchiuse in casse completamente inadeguate per un viaggio così lungo. La morte di una delle tigri prova che questo trasporto non è stato effettuato tenendo in considerazione le esigenze degli animali”, afferma la Lav, che aggiunge: “Anche le autorizzazioni presentano delle incongruenze, riportando genericamente la presenza di 'animali in cassa' quando, secondo il Regolamento CE 1/2005 deve essere specificata la specie degli animali trasportati”.

Lav annuncia: denuncia per maltrattamento e uccisione

Per queste ragioni, la Lav annuncia “una denuncia per maltrattamento ed uccisione degli animali, dal momento che chi ha scelto di usare queste modalità di trasporto ha condannato questi animali a sofferenza e morte, come poi drammaticamente avvenuto. È evidente che il risparmio nell'operazione commerciale ha avuto un ruolo fondamentale sulla sorte di questi animali, e che i responsabili della vendita saranno chiamati a risponderne”. Conclude la nota della Lav: “Il destino di questi animali è ancora del tutto incerto, e si temono ulteriori sofferenze e decessi. Ci auguriamo che l'offerta che nelle ultime ore è stata avanzata dalla fondazione Animal Advocacy and Protection, nostri partner europei nelle battaglie in difesa degli animali, di prendere al più presto in carico le tigri e mantenerle all'interno dei propri Santuari e Centri di Recupero, sia accettata. In questa maniera gli animali potranno trovare finalmente una soluzione lontana dallo sfruttamento commerciale”.

 

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