Esplora Sky TG24, Sky Sport, Sky Video

Peste suina, l'Europa a caccia di cinghiali per fermare il morbo

L'epidemia è iniziata in Georgia nel 2007, ha colpito la Russia e da lì è arrivata in nove paesi d'Europa (Getty Images)
3' di lettura

L'Ue annuncia un piano coordinato per abbattere gli animali infetti che potrebbero danneggiare il settore. Il rischio riguarda anche l'Italia: in Sardegna la malattia è endemica da 40 anni

L'Europa darà battaglia alla peste suina africana. Dalla conferenza ministeriale tenutasi a Bruxelles, convocata dal commissario alla salute Vytenis Andriukaitis per mercoledì 19 dicembre, è stato chiesto ai paesi europei di collaborare a una caccia selettiva a maiali selvatici e cinghiali vettori della malattia.

L'origine dell'epidemia

Il morbo ha iniziato a diffondersi in Georgia nel 2007, ha colpito la Russia e da lì è arrivata in Europa, dove ha infettato animali selvatici e allevamenti in ormai nove paesi Ue: Polonia, i tre paesi baltici, Repubblica Ceca, Romania, Bulgaria, Ungheria e Belgio. Proprio in quest'ultimo paese, da settembre a oggi sono 231 i casi di cinghiali trovati infetti. Il morbo ha contagiato anche alcune aree della Cina e incombe pure sugli allevamenti di Francia e Germania, ritenuti ad alto rischio.

Le misure per fermare la peste

Per fermare la peste - innocua per l'uomo ma devastante per gli allevamenti - l'Ue vuole, tra le altre cose, tenere sotto controllo la popolazione di cinghiali. Per farlo ha deciso di coinvolgere i cacciatori, richiedendo un abbattimento selettivo e mirato attraverso un'azione coordinata con le istituzioni per scongiurare effetti indesiderati. Infatti, il virus potrebbe essere arrivato in Europa proprio con cinghiali e maiali selvatici spinti verso l'Ue da battute di caccia su grande scala praticate dai russi.

Uno muro per i cinghiali

"In diverse regioni d'Europa la popolazione di cinghiali si è sviluppata in modo incontrollato - ha dichiarato nelle conclusioni Andriukaitis - questo ha un ruolo importante nella diffusione e persistenza della malattia". Quindi, "nel rispetto delle regole Ue sulla protezione della natura", serve collaborazione tra Paesi e tra agricoltori, ambientalisti e cacciatori per mettere sotto controllo la proliferazione dei suini selvatici. La Danimarca, per difendere un'industria che vale 1,5 miliardi di euro, ha annunciato la costruzione di un muro anti-cinghiale alto 150 cm e lungo 70km al confine con la Germania (che insieme alla Francia resta uno dei più grandi allevatori del continente). Ancora da capire è se l'Ue permetterà la costruzione di questo muro, da più parti ritenuto un espediente per chiudere le frontiere alla libera circolazione delle persone.

Rischio per l'Italia

Il rischio è alto anche per l'Italia, dove la peste suina africana è endemica in Sardegna da 40 anni. Di recente la popolazione di cinghiali è aumentata sensibilmente in tutta la Penisola con stime che parlano di 1-1,5 milioni di capi. Se ne è parlato il 14 dicembre in un convegno di Confagricoltura, dove il problema della "densità" dei suini selvatici è stata messa in relazione con il rischio per le produzioni italiane, comprese le grandi Dop, che valgono 1,8 miliardi di euro l'anno in esportazioni.

Leggi tutto
Prossimo articolo

SCELTI PER TE

    Aggiungi Sky TG24 al tuo Homescreen

    Clicca l'icona e seleziona

    "Aggiungi a Schermata Home"

    Aggiungi Sky TG24 al tuo Homescreen

    Clicca l'icona e seleziona

    "Aggiungi a Home"