Regno Unito, legge contro gli allevatori di cuccioli senza scrupoli

Ambiente
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Lo ha annunciato il segretario all'Ambiente Michael Gove, e anche Theresa May era intervenuta sul tema nel recente passato. Il nuovo regolamento, che prevede il divieto di vendita da parti terze, sarà discusso in autunno

Il governo britannico verso il bando, in autunno, del commercio di cagnolini e gattini da parte di intermediari, per contrastare la proliferazione di allevamenti in cui gli animali vengono tenuti in condizioni anguste e di sporcizia o costretti a riprodursi a ritmi insostenibili.

Il nuovo regolamento sulla vendita dei cuccioli

L'annuncio è stato fatto mercoledì 22 agosto dal segretario all'Ambiente del Regno Unito, il conservatore Michael Gove. Come scrive il quotidiano "The Guardian" il regolamento, che introdurrà nuove licenze, prevede che chiunque voglia acquistare o adottare un animale da compagnia di meno di sei mesi debba rivolgersi direttamente all'allevatore o al centro in cui è ospitato. Una norma che impedirebbe la vendita da parte di negozi o altre parti terze, che in Gran Bretagna – secondo l'associazione di protezione degli animali Blue Cross – commercializzano tra i 40 e gli 80mila cuccioli l'anno: si potranno mettere in vendita soltanto i cuccioli cresciuti personalmente, e i rivenditori online saranno obbligati a pubblicizzare il numero di licenza e l'origine dell'animale domestico. "Le persone che non hanno a cuore il benessere degli animali non potranno più trarre profitto da questo miserabile commercio", ha dichiarato Gove.

Lo scandalo degli allevamenti di animali da compagnia

Negli ultimi anni, nel Regno Unito sono emersi sempre più scandali legati agli allevamenti di cuccioli, con la proliferazione di un commercio senza scrupoli legato in particolare alle razze più ricercate. Theresa May (a fine luglio in vacanza in Italia, sul Lago di Garda) si era espressa per la prima volta sul tema nel dicembre scorso dichiarando di avere "un interesse personale" riguardo all'approvazione della legge, avendo posseduto lei stessa dei cuccioli da bambina: un barboncino di nome Tassle e un meticcio chiamato Lucky. La premier era intervenuta sull'onda della campagna "Lucy’s Law" lanciata da un gruppo di associazioni in difesa degli animali. Lucy è il nome di una esemplare di Cavalier King Charles spaniel che – come ricorda il "Mirror" – era stata ritrovata in condizioni di malnutrizione in un allevamento dove veniva fatta riprodurre più volte l'anno per poi vedersi tolti i cuccioli dopo solo quattro settimane, in barba alla raccomandazione che prevede che ne passino almeno otto prima della separazione dalla madre. Anche su questo tema interverrà il nuovo regolamento, che sarà discusso il prossimo autunno. E già qualcuno, tra gli animalisti, chiede al governo di andare oltre, introducendo anche una nuova regolamentazione per le strutture che si occupano del reinserimento degli animali.

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