Ricercatori francesi: "Fino al 2022 estati sempre più torride"

Il caldo è insopportabile, soprattutto in città: le previsioni dicono che sarà così almeno per altri quattro anni (Ansa)
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L'analisi pubblicata su "Nature Communications" è basata su un nuovo metodo statistico per la previsione delle temperature che si serve delle analogie storiche

Nei prossimi 5 anni le estati potrebbero essere sempre torride. La previsione arriva da un nuovo metodo meteorologic descritto sulla rivista" Nature Communications". Basato sul confronto fra le condizioni climatiche del passato e le attuali, il metodo è stato messo a punto da un team di ricercatori coordinato da Florian Sévellec, del Centro nazionale per la ricerca scientifica francese (Cnrs), in collaborazione con l'Università di Southampton, nel Regno Unito, e il Royal Netherlands Meteorological Institute, l'Istituto meteorologico olandese. Nello specifico, la nuova tecnica ha alla base il metodo statistico, che prende in esame l'evoluzione del clima dal 1880 a oggi per trovare periodi "analoghi" (basandosi sull'assunto che a volte gli schemi tendano a ripetersi) e così dedurre le previsioni future.

La velocità di elaborazione

Secondo gli esperti, la precisione e l'affidabilità di questo metodo sono equivalenti a quelli attuali, in particolare nella simulazione degli effetti del riscaldamento globale dall'inizio del secolo. La nuova tecnica, inoltre, ha dalla sua anche la velocità: una volta che la macchina ha imparato l'algoritmo, infatti, le previsioni possono essere ottenute in pochi centesimi di secondo su un semplice computer; con i metodi tradizionali, a parità di simulazioni, i supercomputer impiegano settimane per ottenere dei risultati. Per ora, la tecnica fornisce solo una media complessiva delle temperature, ma i suoi autori puntano ad adattarla per avere previsioni anche su base regionale.

Le previsioni per le prossime estati

In linea con molte altre ricerche che dimostrano l'aumento delle temperature medie (come quello relativo alle città italiane), anche il metodo descritto dalla rivista scientifica internazionale prevede che, nel periodo compreso tra 2018 e 2022, le colonnine del termometro potrebbero assestarsi su valori più alti della norma. Una previsione che si basa anche sulla scarsa probabilità che in tale periodo si manifestino eventi intensi di carattere inverso, ossia freddi.

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