Antartide, le aziende che lavorano i crostacei: stop pesca del Krill

L'Unione europea vorrebbe creare un'area marina protetta di 1,8 milioni di chilometri quadrati nel Mare di Weddell (foto: archivio Getty Images)
3' di lettura

L'85% delle imprese che pescano questi piccoli crostacei si è impegnato a non operare nella regione antartica, soprattutto in vista della proposta Ue di creare un'area marina protetta da 1,8 milioni di chilometri quadrati. LO SPECIALE SKY UN MARE DA SALVARE

Stop alla pesca del krill in Antartide. È questo l'impegno che ha preso l'85% delle aziende che pescano i piccoli crostacei nella regione. Si tratta di una decisione che arriva in vista della riunione della Commissione per l'Oceano Antartico che, il prossimo ottobre, dovrà deliberare sulla proposta Ue di creare una mega-area marina protetta da 1,8 milioni di chilometri quadrati nel Mare di Weddell. Ad annunciare l'impegno delle più grandi compagnie ittiche è stata Greenpeace tramite il propio portale.

La campagna di Greenpeace

Greenpeace sostiene da tempo la creazione della grande area protetta nel Mare di Weddell, una parte dell'Oceano Atlantico meridionale che si trova a ridosso della regione antartica. L'organizzazione ambientalista, lo scorso gennaio, aveva portato sul posto anche il premio Oscar Javier Bardem, in qualità di testimonial per dare risalto al progetto. La decisione finale in merito alla creazione della zona protetta nel Mare di Weddel verrà presa nel corso della riunione della Commissione per la Conservazione delle Risorse Marine Viventi dell’Antartide, il prossimo ottobre a Hobart, in Tasmania.

L'impegno delle aziende

La maggior parte delle compagnie che pescano krill in Antartide hanno annunciato di voler fermare questa attività in vaste aree del continente, tra cui alcune aree "cuscinetto" attorno alle colonie riproduttive dei pinguini, allo scopo di tutelare la fauna di questa parte del pianeta. Il krill, infatti, svolge un ruolo chiave nella catena alimentare dell'Oceano Antartico, in quanto i piccoli crostacei sono il cibo di pinguini, foche, balene e altre specie marine. Dall'uomo vengono pescati soprattutto per l'alimentazione dei pesci da allevamento e la produzione di integratori di Omega 3. Le aziende, inoltre, si sono impegnate anche a sostenere il processo politico e scientifico finalizzato alla creazione di aree marine protette in Antartide. Le compagnie, che rappresentano l’85 percento dell’industria della pesca al krill in Antartide, sono i membri della Association of Responsible Krill (Ark): Aker BioMarine, CNFC, Insung, Pescachile e Rimfrost. "Siamo ottimisti che il nostro impegno contribuirà ad assicurare che il krill rimanga in futuro una fonte sostenibile e stabile di salutare Omega 3", ha commentato Kristine Hartmann di Aker BioMarine, la principale società che pesca i piccoli crostacei nell'Antartide. "Attraverso il nostro impegno noi mostriamo che è possibile la coesistenza fra le zone interdette alla pesca e la pesca sostenibile".

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