Francia, foche uccise: Sea Sheperd, 10mila euro per scoprire colpevoli

Foche simili a quelle che popolano il mare al nord della Francia (Getty Images)
2' di lettura

La ong raddoppia la ricompensa per provare a sbloccare le indagini sui tre animali trovati morti sulla costa nord del Paese. Il comitato anti-foche si difende: “Non siamo stati noi”

Da gennaio, tre foche sono state uccise sul litorale francese settentrionale. Ora Sea Shepherd offre fino a 10mila euro di ricompensa a chi fornirà elementi utili a scoprire chi ha ucciso gli animali.

Foche uccise a bastonate

La notizia che la ong in difesa degli Oceani vuole dare una sterzata all'inchiesta su queste uccisioni rimaste al momento senza un colpevole è stata riportata giovedì 10 maggio dal quotidiano locale “Nord Littoral” e ripresa l'indomani dai principali media d'Oltralpe. Le tre foche sono state rinvenute morte – uccise a bastonate o crivellate di colpi – tra Oye-Plage e la spiaggia del Touquet (Pas-de-Calais). Proprio su questa spiaggia sono state trovate le ultime due, lo scorso 6 maggio. Oltre a Sea Sheperd, sono diverse le associazioni che hanno già presentato regolare denuncia o che sono in procinto di farlo. Tra queste, la Fondation Brigitte Bardot. Ma l'inchiesta che è stata aperta dalla procura di Boulogne-sur-Mer pare non avere sviluppi.  

Ricompensa raddoppiata

Per questo Sea Shepherd ha deciso di raddoppiare la ricompensa a chi permetterà di trovare i colpevoli delle uccisioni, probabilmente dei bracconieri o – come ritengono i poliziotti – dei pescatori: dai 5mila proposti inizialmente ai 10mila attuali. “Non vogliamo lasciare la sensazione d'impunità agli assassini delle foche – ha spiegato al quotidiano “Le Parisien” la presidente dell’associazione, Lamya Essemlali – la Francia è l'unico posto dove esiste un comitato anti-foche, anche se noi non lo chiamiamo direttamente in causa per questo caso”.

La difesa del comitato anti-foche

Sentito da “Nord Littoral”, il presidente del comitato si difende: “Quando abbiamo aperto il nostro sito Internet contro le foche, abbiamo dovuto presto desistere a causa degli insulti ricevuti – ha raccontato – ma non siamo degli assassini sanguinari come qualcuno cerca di far credere: un pescatore è innanzitutto un ecologista, siamo i primi a denunciare ad esempio l'inquinamento”. Quello che chiede il comitato è una regolamentazione della popolazione di foche. Sarebbero tra i 500 e i 600 gli esemplari che dagli anni Settanta vivono al largo delle coste settentrionali della Francia.  

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