Più del 95% della popolazione mondiale respira aria pericolosa

Nei cieli dei Paesi in via di sviluppo l'inquinamento atmosferico è in aumento: il rischio per la salute è alto anche a causa delle emissioni domestiche (Getty Images)
3' di lettura

I più colpiti dal fenomeno sono le popolazioni meno abbienti dei Paesi in via di sviluppo. Inoltre, il gap tra le nazioni più inquinate e quelle meno sta aumentando

L'inquinamento atmosferico colpisce il 95% della popolazione globale. Tra emissioni ed esalazioni dovute a combustioni domestiche, secondo l'ultimo report dell'Health Effects Institute a soffrire di più sono i paesi in via di sviluppo, mentre le nazioni più sviluppate hanno visto un netto miglioramento nella qualità dell'aria.

Le rilevazioni

I dati dell'Health Effects Institute mostrano come una larga fetta di popolazione dei Paesi in via di sviluppo sia esposta ad aria pericolosa non solo a causa delle emissioni presenti nell'atmosfera e maggiormente percepite in città, ma anche per le esalazioni delle combustioni domestiche. Infatti, nelle aree rurali il rischio di inquinamento nelle case è alto a causa dell'usanza di riscaldarsi bruciando combustibili solidi. Una persona su tre nel mondo è esposta a questa contaminazione, per un totale di 2,6 miliardi di interessati solo nel 2016.

L'impatto sulla salute

Nell'ultimo report, per elaborare un'indagine più accurata, sono stati usati anche dati satellitari che hanno rivelato la forte incidenza dell'inquinamento atmosferico sulla salute delle persone. I livelli di emissioni nocive nell'aria vanno ben oltre i limiti imposti dall'Organizzazione mondiale della sanità, rendendo questo fattore ambientale la quarta causa di morte nel pianeta, dopo pressione alta, alimentazione e fumo. I morti per inquinamento atmosferico sarebbero stati più di 6 milioni solo nel 2017, con una maggiore concentrazione in Cina e India.

Il gap tra le aree inquinate

Lo studio rivela anche che, mentre nei Paesi in via di sviluppo l'inquinamento sta aumentando, nelle nazioni sviluppate si sta riducendo, approfondendo il gap tra le due realtà. In queste ultime, la combustione automobilistica del diesel è la principale fonte di inquinamento atmosferico e su tale problematica i governi sembrano aver preso contromisure più efficaci negli ultimi anni. Ma ora anche nazioni inquinatrici come Cina e India si stanno impegnando pubblicamente per tagliare le emissioni, sgendo sulle fonti inquinanti. La Cina infatti sta premendo per tagliare l'uso del carbone, mentre l'India sta prendendo provvedimenti contro l'inquinamento domestico, adeguando le reti all'uso del Gpl. Solo in questo Paese i morti collegati alle emissioni nocive sono 1,2 milioni all'anno.

La lotta via social

Secondo Bob O'Keefe, vicepresidente dell'Health Effects Institute, i social media giocano una partita importante in questo scenario. "Un numero sempre maggiore di persone hanno accesso a dati e discussioni sull'inquinamento atmosferico - spiega l'esperto al Guardian - Ci si può preoccupare non solo di ciò che si mangia e dell'avere un tetto sopra la testa, ma ci sono i mezzi per discutere questo tipo di problemi in pubblico".

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