La tartaruga "punk" con la cresta verde rischia la scomparsa

Un esemplare di tartaruga del fiume Mary (foto di LaPresse)
3' di lettura

La tartaruga del fiume Mary è minacciata da estinzione. È in grado di respirare dai genitali. La specie è stata inserita dalla Zoological Society of London nella lista globale dei rettili in pericolo

Ha una cresta verde che le dona un aspetto "punk", due escrescenze sotto il mento simili a dita e può resistere sott’acqua fino a tre giorni perché è capace di respirare attraverso i genitali. E rischia la scomparsa. La tartaruga “del fiume Mary” (nome comune della specie "Elusor macrurus") è stata inserita nella lista delle specie di rettili in pericolo di estinzione stilata dalla Zoological Society of London. La specie è anche nella Lista rossa dell'Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn).

La tartaruga

La tartaruga è lunga all’incirca 40 cm e si chiama così perché originaria del fiume Mary nel Queensland, in Australia. Una delle sue caratteristiche più strane è la capacità di respirare attraverso la cloaca, l’organo utilizzato per la defecazione e la riproduzione: questi rettili sono così capaci di assorbire ossigeno sott’acqua rimanendo immersi fino a 72 ore consecutive. Nonostante il suo aspetto "punk" dovuto alle alghe che le crescono sul capo e sul carapace per mimetizzarsi nell’ambiente naturale, la tartaruga del fiume Mary è un animale molto docile, tanto da conquistarsi il soprannome di "pet shop turtle", "tartatuga del negozio di animali". Fra gli anni Sessanta e Settanta divenne molto popolare in Australia come animale domestico: ogni anno, per circa dieci anni, ne finivano nei negozi circa 15mila esemplari. Le uova venivano prelevate direttamente dai nidi sulle rive del fiume.

A rischio

Come riporta il quotidiano britannico the Guardian, la tartaruga del fiume Mary è stata inserita alla 29esima posizione nella lista globale, stilata dalla Zoological Society of London, dei rettili in pericolo di estinzione. In questa lista, che aiuta a individuare le 100 specie maggiormente a rischio al mondo, ci sono anche altre specie animali: anfibi, uccelli, coralli e mammiferi. Uno dei fattori che mette in pericolo la sopravvivenza di questa specie (oltre alle dannose conseguenze dell’intervento dell’uomo) è la sua lentezza nel raggiungere la maturità sessuale: non depone uova prima dei 25 anni d’età.

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