Sacchetti bio, il Consiglio di Stato: possibile portarli da casa

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Monouso e adatti a contenere alimenti: queste sono le caratteristiche che dovranno avere le buste portate da casa. E gli esercizi commerciali dovranno controllarli (e, nel caso, vietarne l'utilizzo)

I sacchetti in plastica in cui mettere frutta e verdura al supermercato si potranno portare da casa. Purché siano nuovi, monouso e conformi alla normativa sui materiali a contatto con gli alimenti. Il via libera dal Consiglio di Stato è arrivato il 29 marzo con il parere n.859, richiesto lo scorso febbraio dal ministero della Salute in materia di sacchetti disponibili nei reparti "a libero servizio", come quelli di frutta e verdura per l'appunto.

La decisione

L'assunto da cui è partito il Consiglio di stato per esprimere la sua posizione è che "la borsa, per legge, è un bene avente un valore autonomo e indipendente da quello della merce che è destinata a contenere". Significa che come qualsiasi altro bene sottoposto alle leggi del mercato, i sacchetti di plastica biodegradibile possono essere acquistati ovunque, non necessariamente nel supermercato in cui sta facendo la spesa.

I controlli

Ma, aggiungono da Palazzo Spada (sede del Consiglio di Stato), l'esercizio commerciale deve garantire il rispetto della normativa sull'igiene e la sicurezza alimentare, secondo le modalità che riterrà più appropriate. Gli esercenti dovranno quindi assicurarsi che sia i sacchetti venduti nel negozio (in plastica biodegradabile o in carta) sia quelli che il consumatore è autorizzato a portare da casa, siano integri e idonei al contatto con gli alimenti. L'esercente potrà impedire l'utilizzo di sacchetti portati da casa se li valuterà non conformi alla normativa: perché magari non sono monouso o non biodegradabili.

Le polemiche

Lo scorso gennaio, quando è entrato in vigore il decreto (adattamento di una direttiva europea del 2015) che prevedeva a carico del consumatore il costo dei sacchetti (invece che a carico dell'esercente come era stato fino ad allora), in Italia le polemiche sono state numerose. Alcune persone avevano protestato contro questo provvedimento attaccando il codice a barra direttamente sulla mela o sulle zucchine scelte, e pubblicando le foto sui social network. Era stato il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti a coinvolgere il Consiglio di Stato per sondare la possibilità di consentire ai consumatori di usare borse portate da casa in sostituzione dei sacchetti ultraleggeri venduti direttamente nei negozi.

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