All'Italia il record in Europa per biodiversità botanica

In Italia è il Piemonte ad avere il più alto numero di specie vegetali autoctone con 3464, davanti a Toscana (3.370) e Lombardia (3.272) (Archivio Fotogramma)
2' di lettura

Sono 8195 le specie e sottospecie indigene, di cui 1708 endemiche, ovvero esclusive del territorio italiano. Nell'intero bacino mediterraneo, solo la Turchia ne ospita un numero maggiore

Con 8195 specie e sottospecie, l'Italia è il primo paese in Europa per flora autoctona. Il risultato emerge dall'elenco aggiornato di felci e affini, conifere e piante a fiore pubblicato sulla rivista internazionale "Plant Biosystems". Questa catalogazione è il frutto di un lavoro durato quasi 15 anni e portato avanti dal Gruppo per la Floristica, Sistematica ed Evoluzione della Società Botanica Italiana. La ricerca è stata coordinata da Fabrizio Bartolucci e Fabio Conti del Centro Ricerche Floristiche dell'Appennino dell'Università di Camerino e del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga; Lorenzo Peruzzi dell'Università di Pisa e Gabriele Galasso del Museo di Storia Naturale di Milano, con la collaborazione di 51 studiosi, tra italiani e stranieri.

Piemonte in testa

In Italia sono 8195 le specie e sottospecie vegetali autoctone. Di queste, 1708 sono endemiche, ovvero esclusive del territorio del nostro Paese. Ci sarebbero, inoltre, secondo gli esperti, 26 specie probabilmente estinte. Nell'intero bacino del Mediterraneo, che è considerato uno delle aree mondiali a maggiore biodiversità, solo la Turchia ospiterebbe un numero di specie più elevato. In Italia è poi il Piemonte a guidare la classifica interna con 3464 entità vegetali autoctone. A seguire ci sono la Toscana (3.370), la Lombardia (3.272), e l'Abruzzo (3.190).

Una base per il futuro

Negli ultimi anni le esplorazioni sul campo, la stesura di elenchi regionali e gli studi comparativi sulla flora italiana sarebbero aumentati in maniera notevole. Nonostante questo grande lavoro enciclopedico, però, secondo gli esperti, vi sarebbero ancora significative lacune di conoscenza ancora per numerose specie. Ecco perchè, spiega Fabio Conti del Centro Ricerche Floristiche dell'Appennino, "l'inventario appena pubblicato servirà come base tassonomica e nomenclaturale per ulteriori ricerche botaniche".

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