Clima, fame e migrazioni: ecco i fattori che minacciano le montagne

Le regioni montane ospitano quasi un miliardo di persone nel mondo e dalle loro risorse (acqua, cibo ed eneregia pulita) dipende metà della popolazione umana. (foto: archivio Getty Images)
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Celebrata ogni anno l'11 dicembre, a partire dal 2003, la giornata internazionale dedicata alle regioni montane. La Fao: "Sono i primi indicatori del cambiamento climatico"

La Giornata internazionale della montagna si celebra ogni anno l'11 dicembre, a partire dal 2003, quando è stata istituita ufficialmente dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Coordinata a livello globale dalla Fao, questa ricorrenza ha l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica sullo sviluppo sostenibile delle regioni montane, che ospitano quasi un miliardo di persone e dalle cui risorse - acqua, cibo ed energia pulita – dipende metà della popolazione umana. 

Il tema dell'edizione 2017

Al centro della Giornata internazionale della montagna 2017 c'è la questione dell'impatto che clima, fame e migrazione hanno sugli habitat montani in termini di sviluppo sostenibile. Il tema è anche legato al Global Meeting dell'associazione di volontariato dell'Onu, fondata nel 2002, Mountain Partnership, che si terrà dall'11 al 13 dicembre nella sede capitolina della Fao: durante il summit ci si concentrerà proprio sulle sfide e le opportunità delle zone montuose.  

Montagne, clima e fenomeni migratori

Le montagne, come scrive la Fao, sono i primi indicatori del cambiamento climatico. Aumento delle temperature, infatti, significa anche scioglimento dei ghiacciai montani a ritmi che non hanno precedenti. Ciò influisce sull'approvvigionamento di acqua dolce a valle per milioni di persone. La variabilità climatica e le catastrofi naturali aumenterebbero, inoltre, la vulnerabilità delle popolazioni montane. Si stima, ad esempio, che circa il 39% della popolazione montana nei paesi in via di sviluppo (circa 329 milioni di persone) sia vulnerabile all'insicurezza alimentare. Da questo progressivo impoverimento, dipenderebbe anche un aumento del fenomeno migratorio sia verso l'estero che nei centri urbani, con tutte le conseguenze del caso in termini di conservazione della cultura e agrobiodiversità.

Patrimonio montano e turismo

Oltre la metà della popolazione umana dipende dalle montagne per l'acqua, il cibo e l'energia pulita; mentre le persone che vivono in aree montane sono quasi un miliardo. Ecco perché la minaccia derivante dai cambiamenti climatici, dal degrado del suolo e dai disastri naturali, sta diventando un'emergenza sempre più pressante. Non sono da trascurare nemmeno gli aspetti identitari e culturali. Secondo l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura (Unesco), infatti, 376 delle 669 riserve della biosfera del mondo, circa il 56%, presentano al loro interno ecosistemi montani. 

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