In declino la popolazione di uccelli marini artici

Tutelare gli habitat naturali degli uccelli rappresenta una necessità per garantirne la sopravvivenza (foto: archivio Getty Images)
2' di lettura

A lanciare l’allarme uno studio condotto dalla Wildlife Conservation Society, che ha sottolineato la necessità di tutelare gli habitat dove questi volatili si riproducono, svernano e fanno scalo, senza trascurare gli effetti del cambiamento climatico

La popolazione di uccelli marini artici starebbe subendo un rapido declino. A metterlo in evidenza è uno studio condotto dalla Wildlife Conservation Society. Per questa ragione, l’organizzazione per la tutela della fauna selvatica ha invitato a tutelare gli habitat in cui questi volatili si riproducono, svernano e fanno scalo. Proteggere il loro ambiente, secondo l’organizzazione, diventa una necessità per garantirne la sopravvivenza e tutelare lo spettacolo globale delle migrazioni.

L'indagine nei siti riproduttivi

Per cercare di capire le ragioni per cui la popolazione di uccelli marini artici sia in declino, i ricercatori hanno esaminato sei specie di volatili costieri: il piviere dorato minore, il piovanello pancianera, il gambecchio semipalmato, il piro-piro occidentale, il falaropo beccosottile e il falaropo beccolargo. Durante l’indagine della durata di cinque anni, sono stati raccolti dati provenienti da nove siti riproduttivi del Canada e dell’Alaska. I ricercatori hanno analizzato il modo in cui le variabili ecologiche e umane influenzano la sopravvivenza degli uccelli adulti nell’arco dell’anno. Nelle aree riproduttive artiche sarebbe stato rilevato un impatto limitato, permettendo di escludere che in queste regioni si trovino le cause principali del declino del numero dei volatili.

La tutela degli habitat

Il tasso di sopravvivenza degli uccelli è un’altra delle variabili analizzate dai ricercatori. Questo dato è risultato positivo anche per le specie che trascorrono l'estate più a sud nel continente americano. Al contrario, il piovanello pancianera, che è l’unica specie tra quelle prese in esame a migrare verso l’Asia orientale e l’Australia, ha fatto registrare invece una minore sopravvivenza tra la popolazione degli esemplari adulti. Questo ha portato i ricercatori a concludere che sarebbe quindi necessario concentrare gli sforzi di protezione degli habitat in particolare nella regione dell’Asia orientale. Allo stesso tempo, però, sottolineano ancora gli esperti, non andrebbero trascurati gli effetti del cambiamento climatico sulle regioni artiche nelle quali queste specie si riproducono.

Leggi tutto
Prossimo articolo

Aggiungi Sky TG24 al tuo Homescreen

Clicca l'icona e seleziona

"Aggiungi a Schermata Home"

Aggiungi Sky TG24 al tuo Homescreen

Clicca l'icona e seleziona

"Aggiungi a Home"