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Dove vivono le specie simbolo del Mediterraneo? Le mappe del Wwf

La mappa del Wwf sulle aree dove vivono le tartarughe
3' di lettura

Nell’ambito della campagna #GenerAzioneMare, l’organizzazione ha creato delle carte geografiche per indicare le zone dove nascono e crescono cetacei e tartarughe. Nel Mare Nostrum, tuttavia, solo il Santuario Pelagos è area protetta. LO SPECIALE SKY - UN MARE DA SALVARE

L’unica area protetta del Mediterraneo, specialmente per quanto riguarda i giganti del mare come balenottere e capodogli, è il Santuario Pelagos, compreso tra Italia, Francia e Principato di Monaco. Ma sono molte altre le zone fondamentali per l’accrescimento e il nutrimento di diverse specie marine, e proprio per questo Wwf nell’ambito della campagna #GenerAzioneMare fornisce la nuova mappa sulla biodiversità del Mare Nostrum.

Le otto specie di cetacei del Mediterraneo

Il Mediterraneo è popolato da specie che si nutrono e si riproducono in aree particolari e ancora non del tutto protette adeguatamente, una sorta di hot-spot la cui salvaguardia è uno degli obiettivi principali di #GenerAzioneMare. La nuova mappa fornisce un quadro delle aree importanti per le otto principali specie di cetacei che vivono nel Mediterraneo e lungo le coste italiane: capodoglio, delfino comune, tursiope, stenella striata, balenottera comune, zifio, grampo e globicefalo.

Le aree delle tartarughe

Ma la mappa del Wwf guarda anche alle tartarughe che vivono nel Mediterraneo: la tartaruga verde, Chelonia mydas, e la tartaruga comune, Caretta Caretta (guarda la foto in testa all'articolo). La prima preferisce nidificare lungo le coste del Mediterraneo Orientale e si ritrova di passaggio nelle acque dello Ionio e lungo le coste libiche e tunisine, mentre la seconda è l'unica che depone le uova lungo le coste della nostra penisola ma, per effetto del riscaldamento globale, i suoi nidi si ritrovano sempre più a nord in areali ancora non abbastanza protetti. Due aree importanti per l’abbondante presenza di cibo e lo svernamento della Caretta caretta sono tra la piattaforma continentale tunisina e il canale di Sicilia, mentre una sorta di “palestra” per giovani individui è quella che comprende lo stretto di Otranto e il Golfo di Taranto.

Le aree da salvaguardare

Oltre al Santuario Pelagos, quindi, diversi studi scientifici hanno indicato altre zone importanti che andrebbero salvaguardate e considerate come candidate a future aree di protezione per i mammiferi marini. Tra queste il mare di Olboran, , l’area delle isole Baleari, l’area tra l’Arcipelago Pontino e Campano e le Acque di Ischia, la Piattaforma Continentale Tunisina e il Canale di Sicilia, il Golfo Di Taranto e il Basso Ionio. Ma anche il Canale di Otranto, l’alto Adriatico, l’area compresa tra le Isole ionie, lungo il Peloponneso, fino a Creta, il Mar Egeo e le Coste del Mediterraneo Orientale.

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