Equifax, il ceo si dimette dopo la maxi-falla nella sicurezza dei dati

Quello subito da Equifax è uno dei maggiori cyberattacchi per numero di persone colpite (foto d'archivio, Getty Images)
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Si stima che le informazioni personali di oltre 240 milioni di clienti siano state esposte a estorisioni per via del grande cyber-attacco avvenuto alcuni mesi fa. Per questo Richard Smith se n'è andato: dubbi anche sulla gestione della crisi  

L'impatto dello scandalo Equifax non ha risparmiato il ceo e presidente della società, Richard Smith, che da 12 anni guidava l'azienda attiva nella valutazione del credito ai consumatori. Smith, come aveva già fatto prima di lui il responsabile della sicurezza Equifax, si è dimesso dal suo ruolo. La società, che raccoglie i dati sulla storia creditizia dei consumatori e dispone di dati personali come i numeri delle carte di credito, è stata oggetto di un attacco hacker che ha esposto oltre 140 milioni di persone all'estorsione di tali informazioni.

L'addio del numero uno di Equifax

“L'incidente di cybersecurity ha colpito milioni di consumatori e sono stato interamente impegnato a sistemare la cosa. In questo momento critico, credo sia nel migliore interesse della compagnia avere una nuova leadership perché essa possa andare avanti”, ha scritto l'ex presidente Smith in una nota. Mettendo in evidenza che la vicenda non ha gettato solo in dubbio le capacità di Equifax di proteggere dati come indirizzi, numeri di patente e i dati delle carte di credito, ma anche la gestione stessa della situazione di crisi. Difficile che l'uomo che ha guidato la società verso una delle maggiori fughe di dati informatici di sempre possa uscirne indenne.

L'attacco a Equifax

Il caso Equifax scoppia il 7 settembre, quando la società ufficializza il fatto di aver subito un attacco informatico risalente al periodo compreso fra i mesi di maggio e luglio. In un secondo momento viene a galla un secondo cyberattacco, antecedente a quello rilevelato e avvenuto a marzo. Prima che la notizia fosse rivelata pubblicamente, alcuni dirigenti Equifax hanno venduto le proprie quote azionarie della società, per un valore complessivo di 1,8 milioni di dollari (pari a circa 1,5 milioni di euro), evitando così le conseguenze del prevedibile crollo in borsa. I soggetti coinvolti sono attualmente sotto indagine per insider trading. A questi aspetti si aggiunge il fatto che la Apache foundation, che gestisce il software di cui gli hacker si sono serviti per compiere le proprie violazioni, dichiara che Equifax avrebbe “fallito nell'installare gli aggiornamenti ai sistemi di sicurezza che le erano stati forniti per tempo”. Si aggiunge, dunque, il sospetto di negligenza da parte di Equifax: e su quest'accusa si è da ultimo innestata una class action già registrata da una società legale di Chicago.

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