Google Street View sale a bordo della Stazione Spaziale Internazionale

Un'immagine dall'interno dell'Iss (Google Street View)
3' di lettura

Big G ha collaborato con la Nasa per catturare immagini a 360 gradi. Grazie a un astronauta che si è improvvisato fotografo. Il risultato è il primo tour immersivo a gravità zero

Chiunque può salire a bordo della stazione spaziale internazionale (Iss). A portare gli utenti in orbita è Google Street View. I moduli in cui vivono gli astronauti possono essere esplorati come fossero uno dei luoghi terrestri catturati da Big G. Una nuova esperienza, voluta dal colosso dei motori di ricerca per festeggiare i primi dieci anni di Street View.

Il primo viaggio spaziale di Street View

Le immagini a 360 gradi consentono di accedere a tutti i 15 moduli che compongono l'Iss. E anche ai 2 veicoli per il docking (cioè usati per l'aggancio alla stazione). L'utente può spostarsi all'interno degli ambienti, rivolgere lo sguardo in alto, in basso, a destra e a sinistra. Gli spazi sono angusti e colmi di attrezzatura. Ma come ha fatto Google ad arrivare nello spazio? Ha affidato l'incarico all'astronauta francese dell'agenzia spaziale europea Thomas Pesquet. È stato lui a scattare le immagini, sotto lo sguardo di un team composto da esperti di Big G e della Nasa. La società guidata da Sundar Pichai e l'agenzia spaziale americana hanno infatti dovuto escogitare un sistema che garantisse un risultato ottimale con le fotocamere già presenti sull'Iss (per evitare trasporti dispendiosi e non rubare spazio prezioso). Gli scatti, quindi, non sono stati eseguiti con una fotocamera a 360 gradi. Le immagini raccolte da Pesquet sono state spedite sulla Terra, dove il tema di Street View ha concluso il complesso processo di assemblaggio.

L'astronauta fotografo

Nel frattempo, dopo sei mesi di permanenza nella stazione, Pesquet è tornato a terra lo scorso giugno. E proprio alla sua penna Google ha affidato il compito di raccontare il progetto. "Non è stato facile ottenere le immagini che vedete adesso", racconta. Prima di tutto perché ci si muove a gravità zerò. E poi perché, tra oggetti fluttuanti, il sovraccarico di attrezzature, gli spazi piccoli e il poco tempo a disposizione, "ci sono stati molti ostacoli". Il risultato, secondo Pesquet, ripaga lo sforzo. Perché permette di "mostrare l'interno della stazione ma anche di condividere come appare la Terra dallo spazio". Il tour sarà accompagnato da una tecnologia che Google aveva fino a ora usato solo nei musei, con la piattaforma Arts&Culture: le foto saranno accompagnate da brevi informazioni su ciò che l'utente sta osservando. Spiegazioni scientifiche ma anche curiosità: come fanno gli astronauti a mantenersi in forma? Cosa mangiano e dove conducono gli esperimenti scientifici? Anche queste note sono state redatte da Pesquet con la collaborazione dei suoi cinque compagni di equipaggio.

Leggi tutto
Prossimo articolo