Roaming: ecco come funzionano le nuove regole europee

Dal 15 giugno chiamare, inviare sms e navigare dall'estero in un Paese Ue non prevederà più alcun costo aggiuntivo (foto: Getty Images)
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Le norme riguardano i servizi dati, le chiamate vocali e gli sms. Per usarli fuori dal Paese in cui si vive verrà applicata la tariffa nazionale durante qualsiasi permanenza in uno Stato Ue, purché sia temporanea

A partire dal 15 giugno l’Unione europea dirà definitivamente addio ai sovrapprezzi legati al roaming. Si potrà, quindi, chiamare, navigare e inviare sms dall’estero senza costi aggiuntivi. Ogni contratto nuovo o già stipulato che comprenda i servizi di roaming verrà convertito in uno che preveda il roaming a tariffa nazionale. Di conseguenza, usare il cellulare nel paese in cui si vive o in uno stato Ue non farà più alcuna differenza. Ad una sola condizione: che la permanenza all’estero sia solo temporanea.

"Roam like at home"

Il nuovo principio approvato dall’Unione europea è quello del "roam like at home". In pratica, le condizioni di utilizzo e il piano tariffario del proprio telefono saranno gli stessi sia nel Paese in cui si vive che negli altri 27 membri dell’Ue. L’unico “paletto” della nuova normativa europea è che la permanenza all’estero dovrà essere temporanea. Tradotto vuol dire che per usufruire della tariffa nazionale anche negli altri Paesi Ue, bisognerà trascorrere più tempo nella nazione di residenza che al di fuori dei suoi confini. Ne consegue che chi si dovesse trasferire stabilmente in un altro Paese europeo non potrà più beneficiare delle offerte di roaming a tariffa nazionale del Paese di provenienza.

Nessuna attivazione

Per usufruire della stessa tariffa in tutta Europa, l’utente non dovrà fare nulla. L’applicazione del nuovo piano sarà automatica a partire dal prossimo 15 giugno. Ogni compagnia telefonica avrà l’obbligo di informare i propri clienti dell'abolizione delle tariffe di roaming, dell'impatto sul suo piano tariffario specifico e del modo in cui il suo contratto sarà adeguato di conseguenza. Nel caso vengano comunque applicati costi aggiuntivi, nonostante le nuove regole non lo prevedano, si dovrà fare reclamo all’operatore e, se il problema dovesse persistere, rivolgersi all’autorità competente nel proprio Paese (solitamente l’ente nazionale per le telecomunicazioni).

Le condizioni delle norme Ue

L’utente che dovesse utilizzare il piano tariffario nazionale all’estero senza rispettare la condizione di permanenza temporanea potrebbe essere contattato dalla propria compagnia telefonica per una verifica sugli ultimi quattro mesi di utilizzo del dispositivo. A quel punto l’utente avrebbe 14 giorni di tempo per chiarire la propria posizione. E nell’eventualità in cui il comportamento contrario alla norma dovesse persistere, l’operatore telefonico sarebbe legittimato ad applicare un leggero sovrapprezzo al consumo in roaming. Va sottolineato, inoltre, che le nuove regole sul roaming non valgono per le chiamate fatte dal proprio paese di residenza verso l'estero. Questi prezzi, infatti, anche per chiamate verso un Paese Ue, non sono regolamentati.

Per chi resta in Italia

Per i residenti in Italia che rimangono sempre entro i confini nazionali, non cambierà nulla. Al più riceveranno una notifica che li avvisi del nuovo regolamento. Chi, invece, ha piani tariffari per Paesi extra Ue, potrà continuare ad utilizzarli anche dopo il 15 giugno, con l’unica condizione di comunicarlo al proprio operatore.

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