RobotArt, a Seattle la mostra che racconta l'arte "robotica"

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Più di 38 squadre hanno sottoposto a giudizio oltre 200 opere in una competizione internazionale. Il primo premio di 40mila dollari è andato a un cyber "pittore", una macchina che ha prodotto schizzi e paesaggi molto suggestivi

Dipingere è un'impresa apparentemente difficile per un robot: non ci sono regole da seguire e il processo di pittura può essere imprevedibile. Eppure, ingabbiare il genio in un macchina sembra una sfida irrinunciabile per oltre 38 squadre, provenienti da dieci Paesi, che hanno sottoposto a giudizio oltre 200 opere dei propri pupilli meccanici. Combinando il voto popolare raccolto su Facebook e quello di una giuria tecnica, sono stati eletti i vincitori di RobotArt 2017. I quadri selezionati saranno esposti a Seattle nell'estate 2018.

I vincitori

Il primo premio di 40mila dollari è andato a PIX18 & Creative Machines Lab, della Columbia University. Il robot "pittore" ha dimostrato una grande padronanza del pennello e della sua arte, producendo schizzi e paesaggi molto suggestivi. Il terzo posto è andato a CloudPainter, macchina che sfrutta anche il software Style Transfer applicato all'algoritmo Tensor Flow di Google per creare ritratti evocativi, che restituiscono la tecnica di pittura astratta. A CloudPainter e al suo team è stato assegnato un premio di 10mila dollari. Tra le opere degne di nota ci sono anche quelle di Heartallion, realizzato dal gruppo della svedese Halmstad University che è sì arrivato sesto, ma ha prodotto dipinti partendo dagli stati d'animo percepiti attraverso le onde cerebrali di una persona. Secondo i critici della giuria questi quadri non sfigurerebbero in una galleria d'arte.

Le tecniche

Una macchina ha due modi per dipingere: con il coinvolgimento di un essere umano o con un software che le dice cosa fare. La prima tecnica è quella usata dagli studenti della Kasetsart University della Thailandia. Grazi al robot CMIT ReART, si sono guadagnati il secondo posto e un premio di 25 mila dollari grazie a ritratti incisivi e netti, tra cui uno di Steve Jobs. Inoltre, il robot thailandese ha anche realizzato una riproduzione molto fedele de "La notte stellata" di Van Gogh. Le macchine che sfruttano il software per realizzare un dipinto partono invece da una foto e sfruttano il programma per riprodurre gli schemi da convertire in pennellate. Altre tecniche prendono invece in considerazione la scomposizione dell'immagine in forme astratte: i vari strati di colore, sovrapposti, vanno poi a formare l'immagine.

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