Robotica e intelligenza artificiale, l'Ue prova a fissare delle regole

Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, secondo il rapporto, porterà a una “nuova rivoluzione industriale” (Getty Images)
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Un rapporto che tratta responsabilità, sicurezza e cambiamenti nel mercato del lavoro è stato approvato dalla commissione giuridica e sarà discusso al parlamento europeo

“Abbiamo urgente bisogno di creare un solido quadro giuridico europeo per quanto riguarda l’utilizzo della robotica e dell’intelligenza artificiale (Ai)". Lo ha dichiarato la parlamentare europea Mady Delvaux, appartenente al gruppo dell'Alleanza progressista di Socialisti e Democratici, nella relazione finale di un rapporto che propone l’introduzione di un codice di condotta e intende definire le responsabilità per le azioni dei robot, oltre a regolamentare i cambiamenti del mercato del lavoro. Il testo è stato approvato dalla commissione giuridica con 17 voti favorevoli, 2 contrari e 2 astensioni, e adesso passa al parlamento europeo, dove verrà dibattuto a febbraio.

 

 

I temi affrontati – Il rapporto prende in esame numerosi aspetti legati alla robotica: dalla protezione dei dati personali alla prevenzione dell’hacking, passando per questioni innovative come la personalità giuridica e i diritti dei robot. Il testo, secondo Mady Delvaux, ha lo scopo di fissare i paletti per “assicurare che l'intelligenza artificiale sia e resti al servizio degli esseri umani”. Una regolamentazione che secondo i deputati promotori è necessaria per sfruttare pienamente il potenziale economico della robotica e dell'Ai e allo stesso tempo per garantire un livello standard di sicurezza e protezione.

 

Una nuova rivoluzione industriale – Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, si legge nel testo, “avrà ricadute concrete nella società”, tanto da ipotizzare l’avvento di una “nuova rivoluzione industriale”. La robotica, ad esempio, crea numerosi posti di lavoro nel settore della ricerca e dell'innovazione ma ne sottrae inevitabilmente in altri. Per questa ragione, il rapporto suggerisce l’introduzione di un reddito di base a favore dei lavoratori che progressivamente verranno sostituiti dai robot. Nel testo viene riconosciuta anche la possibilità che in pochi decenni l’Ai possa superare la capacità intellettuale umana, prefigurando la necessità di controllarne gli sviluppi “per garantire la sopravvivenza della specie".

 

Agenzia europea – Per gestire queste nuove sfide, il rapporto propone anche l’istituzione di un'agenzia europea per la robotica e l'intelligenza artificiale, che sia in grado di fornire indicazioni tecniche, etiche e normative. Se il testo dovesse essere approvato, in futuro, potrebbe essere chiesto ai produttori o ai proprietari di stipulare una copertura assicurativa per i danni che possono essere causati dai robot. A tal proposito, si fa riferimento in particolare alle automobili senza conducente, alle quali verrebbe chiesto di aderire a un fondo per risarcire completamente per le vittime di eventuali incidenti. 

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