Andy Warhol, all'asta un "selfie" da 8 milioni di euro

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Un'asta di Sotheby's (foto di repertorio, Getty Images)

"Self-portrait" sarà battuto da Sotheby's il prossimo 28 giugno a Londra. Risale al 1963 ed è ritenuto il primo autoritratto dell'artista newyorchese. Che da allora avebbe iniziato a lavorare con opere sulla propria immagine

Un selfie da 7 milioni di sterline (quasi 8 milioni di euro). È il prezzo stimato da Sotheby's, che metterà all'asta, il 28 giugno, il primo “autoritratto” di Andy Warhol. Si tratta di una stampa basata su una fotografia scattata a New York, con una semplice macchina per fototessere. Datata 1963, è ritenuta l'opera con la quale l'artista ha iniziato a lavorare sulla propria immagine.

Il primo "selfie" di Warhol

L'opera, 50,5cmx40,4 cm, ritrae Warhol con grandi occhiali scuri, camicia, cravatta, impermeabile. E sfondo turchese. Dopo la realizzazione sarebbe rimasta di proprietà dell'artista fino al 1978, quando venne acquistata dalla Thomas Ammann Fine art di Zurigo. La galleria d'arte l'avrebbe poi rivenduta nel 1985 all'attuale proprietario, un collezionista del quale Sotheby's non ha rivelato l'identità. La casa d'aste ha fissato una stima sul valore dell'opera compresa tra i 5 e i 7 milioni di sterline (5,7-8 milioni di euro). L'opera fa parte di una serie di 9 autoritratti, elaborati con la stessa tecnica: elaborando le fotografie con monocromie accese. Un percorso iniziato negli anni '60 che Warhol avrebbe percorso fino alla morte, con la serie "Fright wig" del 1986, a un anno dalla sua scomparsa.

 

 

La descrizione dell'opera

Creare un'opera da una fototessera: un metodo allora estremamente innovativo. Sotheby's definisce infatti l'autoritratto un “lavoro di importanza storica immensa”, perché “eleva uno strumento quotidiano ad arte ed esplora la nozione di serialità”. Il primo “selfie” è anche una delle più esplicite rappresentazioni della filosofia di Warhol. Scrive Sotheby's sul catalogo che presenta l'asta: l'autoritratto è la prova che le immagini di Warhol “sono state disegnate non per ritrarre o esporre la verità ma piuttosto per evidenziare l'artificio intrinseco a ogni forma di rappresentazione. In 'Self-portrait', più che in altri autoritratti successivi, Warhol presenta se stesso come una fiction”.

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