Sorgenti d'acqua in Africa, gli "autogrill" dei nostri antenati

Le sorgenti d'acqua africane avrebbero fatto da punto di ristoro per gli antenati dell'uomo (Getty Images)
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Erano i luoghi dove i più antichi parenti dell'uomo trovavano ristoro circa 2 milioni di anni fa. Qui varie popolazioni si sono incontrate e mescolate, condizionando di fatto la diversità genetica e l'evoluzione umana

Anche gli antenati dell’uomo avevano i loro "autogrill". Si trattava delle sorgenti d’acqua africane dove, circa due milioni di anni fa, varie popolazioni trovavano ristoro durante le migrazioni. Erano luoghi di incontro che avrebbero condizionato di fatto l’evoluzione umana. Lo rivela un nuovo studio pubblicato su "Nature Communications" da un gruppo di ricercatori internazionali coordinato dall'Università di Cardiff.

L'influenza sulla storia evolutiva

Il gruppo di ricerca ha mappato un’area che si estende per oltre due milioni di chilometri quadrati, dal nord della Tanzania fino all’Etiopia allo scopo di localizzare le fonti d’acqua che hanno fatto da punto di ristoro durante le prime migrazioni dei nostri antenati. Successivamente hanno potuto quindi ricostruire quelli che erano i percorsi tipici delle varie popolazioni, in un certo senso, le loro "autostrade". Questa analisi – scrivono i ricercatori – sarebbe cruciale per capire come gli antenati dell’uomo si siano spostati all’interno del continente africano, trasferendosi da una fonte d’acqua all’altra e, di conseguenza, come questo possa aver condizionato il mescolamento genetico. Secondo Isabelle Durance, direttrice del "Water Research Institute" dell’Università di Cardiff, ad oggi le acque sotterranee soddisfano il fabbisogno di acqua potabile di quasi un terzo della popolazione mondiale. Sono fondamentali per l’approvvigionamento alimentare globale, "ma questa ricerca – sottolinea l’esperta - dimostra che potrebbero aver anche modificato la nostra storia evolutiva".

Un clima altalenante

Durante il periodo delle prime migrazioni, compreso tra 2 e 1,8 milioni di anni fa, il clima era piuttosto altalenante. Le stagioni di pioggia intensa si alternavano a periodi di aridità in cui c’era scarsa disponibilità di acqua potabile. Tuttavia – spiegano i ricercatori – la conformazione geologica del territorio consentiva la raccolta dell’acqua piovana nei periodi umidi e il mantenimento delle sorgenti d’acqua che si venivano a creare durante fasi di siccità. Grazie a ciò era possibile far fronte ai cambiamenti climatici. "Abbiamo scoperto – ha detto l’autore principale dello studio, il dottor Mark Cuthbert – che la geologia è davvero importante del controllare la quantità di pioggia accumulata nel terreno durante i periodi umidi".

Una risposta ai cambiamenti climatici

Lo studio coordinato dall’Università di Cardiff non solo avrebbe dimostrato l’importanza dei 'rifugi d'acqua' durante le prime migrazioni umane, ma potrebbe avere ripercussioni anche sul prossimo futuro. Le sorgenti d’acqua svolgerebbero, infatti, un ruolo cruciale nello sviluppo di nuove strategie per resistere ai cambiamenti climatici. E queste potrebbero ispirarsi, secondo gli esperti, proprio al comportamento dei nostri antenati che, circa due milioni di anni fa, si trovarono ad affrontare un’alternanza ciclica di periodi umidi e di siccità per effetto dei monsoni africani.

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