Dinosauri estinti perché "troppo lenti" a uscire dall’uovo

Si stima che i dinosauri si siano estinti alla fine del Cretaceo, circa 65 milioni di anni fa (Getty Images)
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Secondo uno studio delle università di Florida e Calgary i cuccioli avrebbero impiegato troppo tempo a crescere e a svilupparsi, venendo sopraffatti da mammiferi e uccelli nella lotta per la sopravvivenza

I dinosauri si sono estinti perché i loro piccoli erano troppo lenti a uscire dalle uova e a svilupparsi rispetto alle altre specie. Uno studio congiunto delle università di Florida e Calgary ha analizzato il periodo di crescita dei giganti della preistoria, finendo per metterlo in stretta relazione con la loro estinzione.

La vera causa dell’estinzione - L'estinzione dei dinosauri è avvenuta presumibilmente alla fine del Cretaceo, circa 65 milioni di anni fa. Le teorie comunemente accettate dalla comunità scientifica vedono la caduta di un asteroide sulla Terra come evento decisivo per la loro scomparsa, sia come evento finale di una lunga catena di dissesti ambientali o come causa di una lunga glaciazione. Lo studio delle università di Florida e Calgary aggiunge però una nuova spiegazione: secondo i paleontologi l’estinzione sarebbe avvenuta perché i dinosauri erano troppo lenti a uscire dalle uova e a crescere. Le specie che proliferarono dopo l’impatto del meteorite erano invece molto più rapide nella crescita e diventavano autosufficienti prima. Con la popolazione mondiale di dinosauri decimata, i piccoli di questi rettili si trovarono svantaggiati e più vulnerabili ai predatori rispetto ad anfibi, uccelli e mammiferi e non riuscirono a rimpiazzare le generazioni passate: la lotta per la sopravvivenza fece il resto, nell’ambito di un processo di declino inarrestabile.

Più tempo nell’uovo - Un ruolo cruciale sarebbe quindi stato giocato dal tempo di permanenza dei dinosauri nelle uova. Finora gli scienziati avevano supposto che il tempo di incubazione per i dinosauri fosse simile a quello degli uccelli, tra gli 11 e gli 85 giorni. I nuovi risultati mostrano invece che servivano loro dai tre ai sei mesi per schiudere le uova e uscire all’aria aperta: una scoperta realizzata grazie all’analisi dei denti di embrioni e cuccioli di dinosauro. I dinosauri hanno infatti diverse file di denti, che crescono giornalmente fin dalla fase embrionale. Esaminando la dentatura del fossile di un embrione, si può quindi capire quanto tempo abbia passato nell’uovo prima di schiuderlo. La difficoltà più grande dello studio è stata quella di trovare fossili di embrioni conservati a sufficienza: l’analisi è stata infine realizzata grazie a esemplari di Protoceratopo trovati nel deserto dei Gobi, in Mongolia, e di Hypacrosaurus rinvenuti in Canada. Si tratta di specie molto diverse: il primo dinosauro aveva le dimensioni di una pecora, il secondo era molto più grande e produceva uova dal peso di quattro chili ciascuna.

 

Un mondo da scoprire - L’analisi degli embrioni può essere molto utile per gli studi dei paleontologi. Il professor Gregory Erickson dell’università della Florida ha avuto questa intuizione a metà degli anni 90, quando era dottorando e si trovò a esaminare da vicino i denti di un Tyrannosaurus rex. Da allora ha cercato fossili che facessero al caso suo, appoggiandosi a vari team di ricerca e alla collezione dell’American Museum of Natural History di New York. "Alcuni dei più grandi misteri irrisolti sulla vita dei dinosauri possono essere svelati tramite lo studio sugli embrioni", ha dichiarato Erickson, mentre la sua collega di Calgary, Darla Zelenitsky, ha precisato che "gli embrioni possono dire molto, facendo capire se i dinosauri fossero più simili ai rettili o agli uccelli durante l’incubazione. Purtroppo gli embrioni sono molto rari e quindi le conoscenze a nostra disposizione restano scarse".

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