In calo bimbi obesi e sovrappeso, ma l'Italia resta "maglia nera"

Anche la tecnologia giocherebbe un ruolo chiave nell'adozione di stili di vita scorretti da parte dei bambini (Getty Images)
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Diminuiti del 13% in dieci anni: è il dato aggiornato al 2016 e rilevato dal Sistema di sorveglianza "Okkio alla Salute", promosso dal ministero della Salute

In meno di dieci anni nel nostro Paese i bambini obesi e sovrappeso sono diminuiti del 13%. È quanto emerge dall'ultima rilevazione, aggiornata al 2016 ed effettuata dal sistema di sorveglianza "Okkio alla Salute", promosso dal ministero della Salute-Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie, coordinato dall'Istituto superiore della sanità. I dati sono stati illustrati nel corso del convegno "Dieci anni di Okkio alla Salute: i risultati della V raccolta dati e le sfide future" presso l'Auditorium Biagio D'Alba del ministero. Nonostante la diminuzione del fenomeno, però, l'Italia resta comunque uno dei peggiori Paesi europei per obesità infantile secondo gli esperti.

Obesità, uno dei principali problemi della sanità pubblica

Il sistema di sorveglianza promosso dal ministero ha raccolto i dati su un campione composto da 48.946 bambini compresi tra gli otto e i nove anni e 48.464 genitori, rappresentativo di tutte le regioni italiane. Per il presidente dell'Iss, Walter Ricciardi, "l'obesità è diventato uno dei maggiori problemi di sanità pubblica in Italia". Gli ultimi dati sull'obesità dei bambini, però, sono confortanti, segno che "le politiche sanitarie messe in atto – spiega Ricciardi – cominciano a dare i primi risultati e che dobbiamo concentrare gli sforzi in questa direzione". Ma molto lavoro resta ancora da fare, in particolare sulla consapevolezza dei corretti stili di vita. Anche e soprattutto dei genitori: i dati delle rilevazioni dicono, infatti, che il 40% delle madri di bambini sovrappeso o obesi ritengono che il peso del figlio sia nella norma.

Abitudini alimentari errate

Le abitudini alimentari errate tra i bambini risultano molto diffuse. C'è un maggiore consumo di frutta e verdura e minore di bevande zuccherate e gassate, ma l'8% di loro salta la prima colazione, mentre il 33% fa una colazione inadeguata con un bilanciamento scorretto di proteine e carboidrati che condiziona anche i pasti del resto della giornata. Inoltre, "a metà mattina – spiega Angela Spinelli, del Centro nazionale prevenzione delle malattie e promozione della salute - il 53% fa una merenda troppo abbondante e a tavola il 20% dei genitori dichiara che i figli non consumano quotidianamente frutta e verdura, mentre il 36% consuma quotidianamente bevande zuccherate o gassate".

Il problema della sedentarietà

La sedentarietà è un altro dei problemi emersi dalle rilevazioni. Il 23,5% dei bambini svolge giochi di movimento non più di una volta alla settimana. L'attività fisica strutturata non più di una volta alla settimana coinvolge il 33,8% del campione, mentre il 18% non ha fatto attività fisica il giorno prima dell'indagine. Solo un bambino su quattro, poi, va a scuola a piedi o in bici. Anche la tecnologia gioca la sua parte nell'assunzione di stili di vita scorretti: il 44% ha la tv in camera, mentre il 41% si dedica a giocare con i videogames, guardare la televisione o utilizzare tablet e cellulari per più di due ore al giorno che, tra l'altro, è il massimo del tempo raccomandato dagli esperti.

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