Fumo, in Gran Bretagna il pacchetto neutro: solo marca e foto shock

L'immagine esemplificativa di "plainpackaging" fornita dal governo britannico (Dipartimento della Salute del Regno Unito)
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A partire da maggio 2017, nel Regno Unito, le sigarette verranno vendute in scatole senza loghi od orpelli estetici. Secondo gli esperti del Cochrane review, la mossa potrebbe ridurre entro un anno il numero dei fumatori di 300mila unità

A partire da maggio in Regno Unito entra in vigore la legge che abolisce loghi e design dai pacchetti di sigarette, lasciando sulle confezioni solo l'indicazione della marca e gli avvisi informativi sui rischi del tabacco per la salute. La norma ha l'obiettivo di privare il fumo anche del suo fascino estetico e - secondo una stima del Cochrane review - dovrebbe convincere 300mila fumatori ad abbandonare le sigarette nel giro di un anno.  

La legge sul "plainpackaging"

La legislazione, approvata dalla Camera dei comuni nel marzo del 2015, aveva unito laburisti e liberaldemocratici verso uno standard comune sul confezionamento delle sigarette vendute in Inghilterra: un unico formato, con un carattere standard per scrivere il nome della marca, e le immagini informative sui pericoli del tabagismo per la salute. Il Regno Unito diventa così il terzo Paese al mondo a procedere con questo tipo di misura, dopo Australia e Irlanda. Il caso australiano, peraltro, dimostrò quanto una legge di questo tipo possa essere sgradita ai colossi del tabacco: la Philip Morris fece causa all'Australia presso una Corte arbitrale internazionale (tramite la cosiddetta "Investor-state dispute settlement" prevista in numerosi trattati commerciali). Al colosso delle sigarette andò male, visto che con una sentenza del maggio 2016 la corte definì la causa un "abuso di diritto".

Gli effetti

In Australia, dall'entrata in vigore del "plainpackaging" nel dicembre del 2012, il provvedimento ha incrementato l'abbandono del fumo di un ulteriore 0,5%. "Non siamo in grado di dire con certezza quale impatto potrà aversi nel Regno Unito, ma se fosse della stessa ampiezza rispetto a quello osservato in Australia, ciò si tradurrebbe in circa 300mila fumatori in meno", ha affermato Jamie Hartmann-Boyce, ricercatore presso la Cochrane tobacco addiction group di Oxford. "Le prove a nostra disposizione suggeriscono che il confezionamento omogeneo può cambiare le attitudini e le credenze sul fumo, e finora ciò che sappiamo suggerisce che il packaging standard può incrementare i tentativi di smettere di fumare", ha aggiunto Hartmann-Boyce a Reuters. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità il tabagismo uccide ogni anno circa sei milioni di persone nel mondo, comprese oltre 600mila vittime da fumo passivo.

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