Di Maio ci ripensa: "Per l'Italia non è più l'ora di uscire dall'euro"

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Il candidato premier del M5S, dopo le polemiche di dicembre, spiega che per il nostro Paese "ci sarà più spazio" visto che "l'asse franco-tedesco non è più così forte come prima". E, sulle elezioni del 4 marzo, dice: “Il M5S è l’unica alternativa per la maggioranza”

"Non credo che per l'Italia sia più il momento di uscire dall'euro" anche perché per il nostro Paese "ci sarà più spazio" visto che "l'asse franco-tedesco non è più così forte come prima". Luigi Di Maio, ospite a Porta a Porta, torna sulla polemica scoppiata a metà dicembre quando aveva paventato un suo possibile appoggio a un referendum per l’uscita dalla moneta unica. Ma il leader del M5S ha parlato anche della questione dei rifiuti di Roma, delle prossime elezioni politiche - “non vedo alternative al M5S - e del reddito di cittadinanza.

“Il 3% non funziona”

Di Maio si scosta quindi da un’uscita dell’Italia dall’euro, dicendo che un referendum sull'euro è una "estrema ratio, che spero di non dover usare", ma spiega anche che "restare nei parametri del 3% non funziona, noi dobbiamo superare il 3% e fare investimenti ad alto deficit per fare in modo che ci sia un gettito per lo Stato con cui pagare il debito".

Candidati “capaci di fronteggiare gli avversari”

Interpellato sui candidati del M5S alle prossime elezioni politiche del 4 marzo, Di Maio ha detto che “per gli uninominali individueremo persone del territorio che siano capaci di fronteggiare gli avversari. Questo significa anche dare opportunità a persone che lavorano nella scuola, nelle associazioni, ad imprenditori, di partecipare a questo percorso. Noi abbiamo rafforzato le regole e questo arricchirà il nostro gruppo". E lancia un appello “alle migliori persone che hanno voglia di fare e di cambiare, se volete cambiare questo Paese il M5S è aperto, certo bisogna condividerne i valori e le regole. E ho apprezzato che anche chi ha tanto da perdere si è messo in gioco e si faranno anche le selezioni online dei nostri iscritti. Penso al comandante De Falco - conclude - anche lui si farà le parlamentarie".

“M5S è l’unica alternativa per la maggioranza”

Secondo il candidato premier pentastellato, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella dovrebbe “dare l'incarico di governo a chi ha una maggioranza. Io in termini di voti e di seggi non vedo alternative al M5S, il centrodestra si sgretolerà e il centrosinistra è fuori dai giochi". E, se il M5S non dovesse raggiungere i voti necessari, "il mio appello, la sera delle elezioni, sarà rivolto ai gruppi, per avere una maggioranza che sostenga una squadra di governo che noi annunceremo prima del voto. Io non voglio cambi di casacca, farò un appello ai gruppi. Chi risponderà quella sera sarà un interlocutore nei giorni successivi, faremo incontri trasparenti e formeremo una maggioranza sui temi del paese che si proporrà al Colle".

La questione rifiuti

Di Maio è intervenuto anche sulla vicenda dei rifiuti di Roma, la cui richiesta di aiuto era stata accolta dall’Emilia Romagna dove, però, non sono mai stati mandati. "La regione Emilia ha un costo di 180 euro a tonnellata, l'Abruzzo di 150 euro a tonnellata. Noi per far risparmiare i romani scegliamo la Regione che ha meno costi - ha detto il leader del M5S - I presidenti di Emilia-Romagna, Abruzzo e Lazio sono dello stesso partito, usano i romani per la campagna elettorali, stanno maliziosamente rilasciando interviste e temporeggiando per la campagna".

Il reddito di cittadinanza

"Con un governo M5S non lasceremo mai più una persona singola, o una famiglia, o una famiglia di pensionati sotto la soglia di povertà - ha spiegato Di Maio - Con il reddito di cittadinanza noi porteremo sopra la soglia di povertà le persone che vivono", con il loro stipendio, "sotto la soglia". Tuttavia, chi prenderà il reddito di cittadinanza "dovrà mandare i figli a scuola e seguire corsi di formazione per avere un lavoro. Il reddito di cittadinanza è una misura temporanea". E, sulle modalità di controllo, spiega: "Unendo le banche dati di Camera di commercio, Inps, Agenzia delle Entrate e Comuni e controllare così quale è lo stato di onestà di una persona".

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