Il reato di tortura è legge: previsti fino a 12 anni di carcere

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Il ddl approvato alla Camera con 198 voti a favore, 35 contrari e 104 astenuti. Stabilite pene più severe per i pubblici ufficiali

Sì definitivo dell'Aula della Camera al disegno di legge che introduce nell'ordinamento italiano il reato di tortura. Il testo è stato approvato alla Camera con 198 voti a favore, 35 contrari e 104 astenuti. Più volte modificato nei passaggi tra i due rami del Parlamento, il testo non ha subito ulteriori modifiche durante l'ultimo esame.

Si tratta di un provvedimento che ha diviso le forze politiche: voluto dal Pd e sostenuto dagli alleati di governo, fli alfaniani di Alternativa popolare, è invece stato osteggiato dalle forze di centrodestra, Lega e FdI in testa.  Ad astenersi sono stati M5S, Si, Mdp, Scelta civica e Civici e innovatori.

Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia della Camera, ha definito la legge "un testo che non ha alcun intento punitivo nei confronti delle forze dell'ordine, ma equilibrato e giustamente severo nei riguardi di un reato odioso e grave come quello di tortura". 

Cosa prevede la legge

Le pene sono pesanti: fino a 12 anni. Tuttavia, il reato richiede una pluralità di condotte (più atti di violenza o minaccia) oppure deve comportare "un trattamento inumano o degradante". Specifiche aggravanti, peraltro, scattano in caso di lesioni o morte.

Non si ha invece tortura nel caso di sofferenze risultanti unicamente da "legittime misure limitative di diritti". Se, poi, a torturare è un pubblico ufficiale o un incaricato di pubblico servizio, con abuso dei poteri o in violazione dei suoi doveri, la pena è aggravata con un extra che va da 5 a 12 anni.

La legge introduce anche il reato di istigazione a commettere tortura da parte del pubblico ufficiale o dall'incaricato di pubblico servizio, sempre nei confronti di altro pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio. 

Il testo prevede poi che nessuno possa essere espulso, respinto o estradato verso paesi dove vi sia il fondato rischio, tenendo anche conto della presenza di violazioni dei diritti umani gravi e sistematiche, che sia sottoposto a tortura.

Inoltre, qualsiasi dichiarazione o informazione estorta sotto tortura non sarà utilizzabile in un processo. Tuttavia, varrà come prova contro gli imputati di tortura. Infine, nessuna immunità per cittadini stranieri imputati o condannati per tortura in altro Stato o da un tribunale internazionale.

 

 


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