Prodi: "Serve legge elettorale che obblighi agli accorpamenti"

Romano Prodi in un'immagine d'archivio (Foto: LaPresse)
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Il problema dell'Italia, dice il Professore parlando a Bologna, è la stabilità. E "in un Paese frammentato la legge elettorale non è fatta per fotografare un Paese, ma per dare un governo stabile"

"O abbiamo una legge elettorale che ci obbliga ad accorpamenti o non c'è mica niente da fare" perché "in un Paese frammentato la legge elettorale non è fatta per fotografare un Paese, ma per dare un governo stabile". L'appello alle forze politiche arriva da Romano Prodi che parlando da un evento a Bologna ha sottolineato, per il Paese, la necessità di un sistema di voto che dia stabilità.

"Problema è la stabilità, personalismi aggravano"

"L'ho detto seimila volte, lo dico seimila e una", ha detto Prodi parlando a un incontro promosso da Azienda casa Emilia-Romagna (Acer) Bologna. Il Paese, ha sottolineato l'ex presidente del Consiglio, "si salva solo se c'è una legge che dà un Governo stabile nel lungo periodo. Poi le liti e i personalismi sono aggravamenti. Ma nel lungo periodo il problema italiano è solo la stabilità dell'autorità". Arrivando all'evento il Professore ha scherzato sulla metafora della tenda che aveva usato con riferimento a Renzi che - "Lui parla di case - ha detto indicando l'ospite dell'iniziativa, il presidente di Acer Bologna - io di tende, quindi non possiamo intenderci..." - e poi a chi gli chiedeva un commento al documento-appello al Pd firmato a Bologna da molte figure considerate a lui vicine, Prodi ha risposto che "i prodiani" non ci sono più. "Non c'è più Prodi, come fanno ad esserci i prodiani?".

Lo strappo col Pd

Dal Pd più di qualcuno tenta la ricucitura col padre dell'Ulivo. In un'intervista al Corriere della Sera oggi il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio ha sottolineato che Matteo Renzi è consapevole che Prodi sia "un elemento fondante del Pd e può aiutarlo a crescere", sottolineando che "non c'è nessun invito ad andare via". Anzi, ha detto Delrio, "faremo di tutto perché il professore e Veltroni continuino a sentirsi a casa". Il ritorno in scena di Prodi invece ha "incuriosito" Silvio Berlusconi, che al quotidiano di via Solferino ha detto: "Significa che essere stato umiliato per tre volte dai suoi non gli è bastato". Intanto Renzi sembra non mettere neanche in conto la possibilità di una resa. A Milano, oggi e domani per l'assemblea dei circoli Dem "Italia 2020", punta a rilanciare la sua idea di partito: "Non ci logorano".

Prodi, su migranti fibrillazione comprensibile

Romano Prodi è intervenuto anche su un altro tema caldo di questi giorni, quello della pressione sull'Italia degli sbarchi dei migranti. "C'è un po' dappertutto la fibrillazione perché quando in un giorno solo ne arrivano seimila tutta l'Italia è in fibrillazione", ha detto. "Un grosso problema", ha continuato, perché per questo numero di arrivi "l'Italia non basta, non può bastare".

Prodi si è detto preoccupato dalla posizione espressa dal presidente francese Emmanuel Macron, che ha invitato a evitare la confusione “su chi ha bisogno di protezione e sui migranti per motivi economici”. Dichiarazioni, quelle del presidente francese, che lo lasciano col "punto interrogativo". Perché "col cervello distinguiamo tra i rifugiati per motivi politici e quelli che vengono qui per motivi di fame", ha precisato Prodi, "ma io ho visto come vanno in pratica le cose. Uno che fugge per motivi politici oppure per motivi di reddito basso, di fame, rimane in un campo profughi per due o tre anni e poi viene qui. Ma come facciamo a distinguere?".

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