È morto Oscar Mammì, ex ministro e autore della legge sulla tv

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Aveva 90 anni, si è spento a Roma dopo una lunga malattia. Esponente del Partito Repubblicano Italiano, è stato deputato dal 1968 al 1992. Ha ricoperto anche incarichi di governo ed è il padre della prima legge, del 1990, sul riordino del sistema radiotelevisivo

È morto a Roma Oscar Mammì, esponente del Partito Repubblicano Italiano e ministro delle Poste e delle Telecomunicazioni dal 1987 al 1991. Lo ha reso noto la famiglia. Mammì aveva 90 anni e si è spento dopo una lunga malattia. In politica è ricordato soprattutto per la prima legge organica sull'emittenza radiotelevisiva, che prese il suo nome.

La carriera politica

Nato a Roma il 25 ottobre 1926, dopo la laurea in economia e commercio Mammì fu assunto in banca. Ma coltivò anche la passione politica nelle fila del Partito Repubblicano Italiano, per cui fu deputato dal 1968 al 1992. Divenne sottosegretario all'industria e commercio nel II governo Rumor e nel governo Colombo. Rieletto fino al 1992, fu ministro per i Rapporti con il Parlamento nel I e II governo Craxi, ministro per le Poste e Telecomunicazioni nei governi Goria, De Mita e nel VI governo Andreotti. Nel 1990 presentò la legge che porta il suo nome sul riordino del sistema radiotelevisivo. Legge che sancisce la divisione fra reti pubbliche e reti private. Si ritirò con la fine della prima Repubblica.

Nei panni dell’Innominato

Nel 2005, a 78 anni compiuti, debuttò come attore nella fiction di Rai Tre, “Walter e Giada. I migliori anni della nostra vita”, ispirata al romanzo “I promessi sposi”, portando sulle scene anche la sua grande passione per il gioco dello scopone scientifico. “Mi sono divertito moltissimo. L'Innominato – confidò all'epoca sul suo personaggio – è la rappresentazione del potere, che ha caratteristiche uguali nel tempo. Il potere è sempre quello. È cambiata certo, e in peggio, la nostra democrazia: un tempo si lavorava per costruire il consenso, ora si cerca di sapere dove va il vento e lo si segue”.

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