Primarie Pd, rush finale: è scontro sulle alleanze

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I tre candidati al posto di segretario, dopo il confronto su Sky TG24, chiudono la campagna elettorale per il voto del 30 aprile parlando di Europa, scuola elezioni e rottamazione del partito

Antivigilia delle primarie del Pd con il tema alleanze in primo piano. Renzi da Bruxelles ribadisce che i partiti socialisti in Europa "devono investire nei diritti sociali" e sui temi della sinistra "ma anche nel centro" perché "con i radicali si vincono le primarie, ma poi si perdono le elezioni".

Orlando avverte: "Se vince, Renzi farà l'alleanza con Berlusconi. Se vinco io, costruirò un nuovo centrosinistra". Mentre Emiliano definisce Renzi come "inutile al Pd" mettendolo in guardia: "Lo faro' impazzire".  

 

Arriva così al termine la campagna elettorale per le primarie del Pd del 30 aprile. I tre candidati, Matteo Renzi, Andrea Orlando e Michele Emiliano, dopo essersi affrontati su vari temi tra cui alleanze e legge elettorale durante il confronto andato in onda su Sky TG24, chiudono infatti la corsa rispettivamente da Bruxelles, Campi Bisenzio (Firenze) e Matera.

Renzi, il post Facebook sull’Europa

“Europa sì ma non così”. Queste le parole dell’ex primo ministro Matteo Renzi, che su Facebook ha scritto: "Noi siamo europei, noi vogliamo l'Europa. Ma non questa Europa. Vogliamo l'elezione diretta del presidente della commissione, puntare sugli investimenti e non sul fiscal compact, portare il piano Juncker nelle periferie, uniformare fisco e sociale, investire in cultura quanto in sicurezza. Basta con l'atteggiamento dei tecnocrati: Ce lo chiede l'Europa. Iniziamo a dire cosa chiediamo noi all'Europa. Per questo oggi con Maurizio Martina e cento ragazzi che hanno condiviso la campagna elettorale facciamo tappa a Bruxelles. Per dire: Europa sì, ma non così. Perché per noi le primarie non sono un modo per parlare male degli altri, ma per raccontare il nostro progetto di futuro. Avanti, insieme". Infine, di fronte al pubblico, ha dichiarato che l’austerità "non è stata la risposta giusta": "Siamo contrari a includere il fiscal compact nei Trattati e l'Italia potrebbe mettere il veto nei prossimi mesi se si dovesse decidere di farlo".

Gli attacchi a Forza Italia e M5s

Giunto a Bruxelles, Renzi ha definito l’Italia "un Paese che ha la possibilità di togliersi la polvere di dosso" e non deve temere il futuro perché se è vero che "robot e intelligenza artificiale cambieranno i lavori", il Pd è "progressista perché è convinto che il futuro va costruito non aspettato". Non è mancata la stoccata alle opposizioni: "Forza Italia e Movimento 5 Stelle sono allergici alla democrazia interna. Siamo gli unici che lunedì avranno un segretario legittimato da alcune centinaia di migliaia di voti, ma speriamo anche da qualche milione”. Infine, postando su Instagram una foto, l’ex premier ha parlato di “Mario”, che “ha più di 80 anni ed è un minatore italiano da anni in Belgio, scampato per un miracolo alla tragedia di Marcinelle del 1956. Lo abbiamo incontrato con Maurizio a Bruxelles oggi: è venuto con i suoi ‘attrezzi di lavoro’ e con il suo impegno. Ha già votato come iscritto al Pd e voterà domenica alle primarie. Grazie Mario!”.

 

 

Un post condiviso da Matteo Renzi (@matteorenzi) in data:



Orlando: “I notabili del Pd sono tutti con Renzi”

La stoccata di Andrea Orlando, che ha chiuso la sua campagna a Campi Bisenzio, in provincia di Firenze, invece è stata tutta per Matteo Renzi. Secondo il ministro della Giustizia, i notabili del Partito Democratico "sono tutti saldamente a sostegno di Matteo Renzi": "In questi anni la rottamazione ha funzionato così - ha detto il Guardasigilli - Si sono tolte le prime file e le seconde hanno fatto un passo avanti, ma le dinamiche sono rimaste le stesse in molte realtà del Paese. Questo non l'ho detto io, lo ha detto Matteo Renzi quando all'indomani del referendum ha detto di aver sbagliato ad affidarsi ai notabili per costruire il consenso per il referendum: ecco, in questo momento i notabili sono tutti saldamente a sostegno di Matteo Renzi". Interpellato sulla soglia minima di votanti che renderebbe le primarie un successo, Orlando ha risposto: "Uno in più dell'altra volta, o comunque un numero che si avvicini a quello dell'altra volta. Se sono molto meno, è chiaro che il Partito Democratico è più debole”.

Emiliano: “Azzererò la riforma sulla scuola”

Michele Emiliano per chiudere la sua campagna ha scelto, tra gli altri, il tema della scuola. In un post su Facebook, parlando della “Buona Scuola”, ha scritto: “Se dovessi diventare segretario del PD, azzererò questa riforma, la ricostruiremo insieme, la riscriveremo e cercheremo insieme di porre rimedio all'infinita serie di ingiustizie che sono state determinate. Ho bisogno, però, del vostro sostegno altrimenti questa battaglia rischia di rimanere nel limbo, nell'indifferenza nella quale è rimasta in tutti questi mesi, in questi anni. Andate a votare domenica 30 di aprile, votate per me, sono l'unica persona che in questi anni non ha mai mollato un minuto ed è rimasta al fianco della scuola pubblica italiana".

“Antirenziani d’Italia votate per me”

Il governatore della Puglia ha parlato anche di Matteo Renzi, dicendo che “ha portato a casa la bocciatura delle riforme e la scissione e, invece di fuggire all'estero a testa bassa, è rimasto qui” e invitando “tutti gli antirenziani d'Italia” a votare per lui. Emiliano ha poi spiegato che se diventasse segretario del Pd chiederebbe le elezioni a febbraio e proporrebbe Paolo Gentiloni come premier. “Mi auguro che tutti quelli che vogliono cambiare rispetto al renzismo vadano a votare o per me o per Orlando, spero per me - ha detto - in modo da cambiare questo periodo non felice della Repubblica Italiana”.

 

 

L'appello finale di Matteo Renzi

L'appello finale di Michele Emiliano

L'appello finale di Andrea Orlando

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