Trattati Roma, Mattarella: “Ue incerta e ripiegata, serve coraggio”

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Il presidente della Repubblica ha parlato alle Camere riunite in occasione del 60esimo anniversario della nascita dell’Unione europea. Ha ricordato i tanti traguardi raggiunti, da Schengen ai progressi ambientali, ma anche la necessità di sperimentare nuovi percorsi

Progresso, libertà, pace. Ma, soprattutto, unità. Ci sono tutte queste parole chiave nel discorso che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha pronunciato nell'aula di Montecitorio (FOTO) per le celebrazioni del 60esimo anniversario dei Trattati di Roma.

 

Per la prima volta in 27 - Uno dei primi punti toccati dal capo dello Stato è la Brexit: "La celebrazione di questo anniversario richiede che sul percorso di integrazione europea si svolga una riflessione, la cui necessità è accresciuta dall'uscita, per la prima volta, di un Paese, il Regno Unito, membro dal 1973".

Mattarella ha voluto sottolineare che “abbiamo bisogno dell'Europa unita perché le esigenze di sviluppo sono legate alla capacità collettiva di poter avere voce in capitolo sulla scena internazionale”, ma soprattutto ha osservato come “nessun ritorno alle sovranità nazionali potrà garantire ai cittadini europei pace, sicurezza, benessere e prosperità”.

Mattarella ha anche ammonito: "Oggi l'Europa appare quasi ripiegata su sé stessa. Spesso consapevole, nei suoi vertici, dei passi da compiere, eppure incerta nell'intraprendere la rotta. Come ieri, c'è bisogno di visioni lungimiranti, con la capacità di sperimentare percorsi ulteriori e coraggiosi". 

 

Garanti della pace - "L'Europa che abbiamo conosciuto in questi anni è stata uno strumento essenziale di stabilità e di salvaguardia della pace, di crescita economica e di progresso, di affermazione di un modello sociale sin qui ancora ineguagliato, fatto di diritti e civiltà", ha detto il presidente della Repubblica, ricordando che "in questi sessant'anni la guerra è stata tenuta lontana e, per la prima volta da tempo immemorabile, tre successive generazioni non ne hanno conosciuto la barbarie. Ad accorgersene sono stati altri, in un Paese che non fa parte dell'Unione, assegnando nel 2012 il Premio Nobel per la Pace all'Unione Europea". (ROMA BLINDATA TRA PROTESTE E CELEBRAZIONI)

 

Il ruolo dell’Italia - Mattarella ha ricordato “i padri dell'Europa che dettero vita ai Trattati, uomini politici che hanno avuto il coraggio di trasformare le debolezze, le vulnerabilità, le ansie dei rispettivi popoli in punti di forza”. E ricorda anche il ruolo del nostro Paese: “Nel 1951 nasceva la Comunità del carbone e dell'acciaio, l'anno dopo il Trattato, arenatosi poi in Francia, del progetto di Comunità europea di difesa. Sarebbe stata l'Italia, prima con la Conferenza di Messina, nel 1955, poi con quella di Venezia del 1956, ad esserne motore traente, con Gaetano Martino, ministro degli Esteri nel governo Segni, fra i protagonisti”.

 

Riforma Trattati - "Capovolgendo l'espressione attribuita a Massimo d'Azeglio verrebbe da dire: ‘Fatti gli europei è ora necessario fare l'Europa’”, ha detto Mattarella, che ha poi definito “ineludibile” l’esigenza “di rilanciare la sfida per una riforma dei Trattati”, necessaria a causa delle prove “alle quali l'Unione Europea è chiamata a tenere testa”: da quella finanziaria a quella dell’offensiva terroristica.

 

L’euro - Anche di moneta unica ha parlato il presidente della Repubblica: "L'euro, grazie alla politica della Bce, ha provocato il forte abbassamento dei costi del credito, tutelando i risparmi delle imprese e delle famiglie", ed è “il secondo strumento di riserva a livello mondiale”. E respinge “la compressione dei diritti sociali nei Paesi membri” e le “grossolane definizioni di Nord e Sud d'Europa” come soluzione alla crisi sui debiti sovrani e a quella sul rallentamento dell'economia.

 

I traguardi dell’Ue - Dopo aver citato Einaudi che nel 1947, nella stessa aula, aveva detto che “invano gli Stati sovrani elevavano intorno a sé alte barriere doganali per mantenere la propria autosufficienza economica”, Mattarella ha voluto ricordare i tanti traguardi dell’Unione europea.

E il primo sono proprio le dogane abolite per permettere la circolazione di persone e merci, il Trattato di Schengen, “i milioni di giovani che studiano liberamente nelle università europee nel programma Erasmus”. Il capo dello Stato ricorda poi “il livello di protezione ambientale cresciuto nelle nostre città, la sicurezza alimentare garantita dalla tracciabilità degli alimenti consumati in Europa, la Carta di Nizza dei diritti fondamentali dei cittadini”. Non solo, però, traguardi istituzionali: “Sono i giocattoli sicuri per i nostri bambini e i nostri prodotti stipati negli scaffali dei supermercati delle città europee”.

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