Addio Ncd, nasce Alternativa Popolare. Alfano: primarie per leadership

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Il simbolo del movimento: un cuore giallo su sfondo blu. Il ministro degli Esteri: ”Siamo alternativi ai lepenisti, alla sinistra dell’indietro tutto, a chi ha in mente solo la ruspa, a chi dice ‘No’, a chi non ha cura della Repubblica”

Il Nuovo Centrodestra si scioglie e nasce Alternativa Popolare. “Siamo alternativi ai lepenisti, alla sinistra dell'indietro tutto, a chi ha in mente solo a ruspa, a chi dice 'No', a chi non ha cura della Repubblica”, ha spiegato Angelino Alfano, leader della nuova alternativa politica e ministro degli Esteri che, nell’ultimo congresso, ha detto addio a Ncd.  

 

Primarie per la leadership liberal-popolare - Alfano ha anche lanciato le primarie per la leadership dell'area liberal-popolare. “Il metodo che noi proponiamo è uniamoci, poi sia il popolo, con delle primarie, a scegliere il leader di un raggruppamento liberal-popolare. È un metodo democratico. Proponiamo primarie non solo per il leader, ma anche per i parlamentari”, ha detto il ministro che nell’arco di due settimane, prevede la convocazione di una direzione nazionale per definire la struttura del nuovo movimento.

 

Simbolo e programma - Un cuore giallo su fondo blu, con al centro la scritta “Alternativa Popolare”: sarà questo il simbolo del nuovo movimento. Il programma punta su “un fisco all’americana, un grande patto per la povertà e un piano per favorire le assunzioni nelle imprese”. La nuova aggregazione, inoltre, condividerà “un manifesto di ideali”. 

 

Alleanze: "Verranno loro a cercarci" - E sulla possibilità di alleanze, Alfano spiega: “Sono stanco di questo dibattito sulle alleanze, anche al nostro interno”. “Se noi realizzeremo il nostro progetto, verranno loro a cercarci”, garantisce. Mentre su Forza Italia il leader di Alternativa Popolare non ha dubbi: ”Si sono alleati con i lepenisti”, accusa. “Se Forza Italia vuol candidarsi in un’unica lista”, avverte Alfano, “con avversari del Ppe, noi consiglieremo ai cittadini di non votare né i lepenisti né i loro alleati”.

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