Zimbabwe, tank militari e soldati in movimento verso Harare

Il generale Constantino Chiwenga (Getty Images)
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Secondo alcuni testimoni, quattro mezzi blindati dell'esercito si sono diretti verso la capitale, mentre i militari avrebbero circondato la sede della tv di Stato. È scontro fra il generale Constantino Chiwenga e il presidente Robert Mugabe

Quattro tank dell'esercito dello Zimbabwe sono stati visti dirigersi verso la capitale Harare, nel primo pomeriggio del 14 novembre. Lo riferiscono le agenzie di stampa internazionali, chiarendo quello che è lo scontro in atto tra i militari e il presidente Robert Mugabe, leader incontrastato del Paese africano in 37 anni di indipendenza.

L'avvicinamento alla capitale

Secondo il racconto di testimoni oculari, citati dall'agenzia di stampa Reuters, alcuni veicoli miliari starebbero bloccando le principali strade di accesso alla capitale del Paese. I media locali hanno anche reso noto che personale militare pesantemente armato avrebbe circondato la sede della televisione di Stato, ZBC. Non è stato invece possibile verificare la direzione dei mezzi cingolati e se la loro azione puntasse a uno scopo preciso. L'episodio arriva al termine delle crescenti tensioni fra i vertici militari dello Stato meridionale dell'Africa e il partito Zanu-Pf, capeggiato da Mugabe, il vecchio padre della patria, che oggi ha 93 anni.

La lotta per la successione

Alla base dello scontro ci sarebbe la decisione, adottata dallo stesso Mugabe lo scorso 6 novembre, di licenziare il suo storico vice presidente, Emmerson Mnangagwa. L'ex numero due dello Zanu-Pf, veterano della guerra di liberazione nazionale degli anni Settanta, era indicato da molti come il probabile successore di Mugabe alla presidenza del paese. Una probabilità scongiurata dall'ultima mossa del vecchio leader che, liquidando il 75enne Mnangagwa, avrebbe cercato di consegnare il potere nelle mani della moglie Grace, 52 anni.

L'avviso dell'esercito

A mettersi di traverso contro il presunto piano di Mugabe è stato il generale dell'esercito nazionale, Constantino Chiwenga che lo scorso lunedì 13 novembre aveva diffuso un comunicato avvertendo che i militari non avrebbero esitato a intervenire per porre fine all'epurazione politica contro gli ex combattenti della guerra di liberazione, incluso Mnangagwa. "Dobbiamo ricordare a coloro che si trovano dietro le attuali infide manovre, che quando si tratterà di proteggere la nostra rivoluzione, i militari non esiteranno a farlo", riportava la nota di Chiwenga.

I giovani del presidente contro l'esercito

Il comandante delle forze di difesa dello Zimbabwe e alleato politico dell'ex vicepresidente Mnangagwa, aveva inoltre denunciato che il partito Zanu-Pf sarebbe stato preso in ostaggio da persone che non hanno combattuto nella guerra di liberazione del 1970. Il riferimento era diretto a Grace Mugabe, attuale moglie del presidente. Intanto, nella mattinata di martedì 14 novembre, i giovani esponenti di Zanu hanno accusato Chiwenga di voler sovvertire l'ordine costituzionale. "Difendere la rivoluzione e il nostro leader e presidente è un ideale per cui viviamo e, se necessario, è un principio per cui siamo siamo pronti a morire", ha sostenuto Kudzai Chipanga, attuale ministro per gli Affari giovanili.

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