Brasile scarica Battisti. Lui: non devo scuse a familiari vittime

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Il ministro della giustizia Jardim: "Ha commesso un illecito lasciando il Paese senza motivo apparente: estradizione è atto sovrano". Orlando apprezza mutata prospettiva. L'ex terrorista: "L'Italia è uno Stato arrogante"

Il governo del Brasile scarica Cesare Battisti, accusandolo di aver "rotto il rapporto di fiducia". Il ministro della giustizia brasiliano Torquato Jardim, in un’intervista concessa a BBC Brasil, ha parlato del caso giudiziario e diplomatico che riguarda l'ex terrorista italiano, fermato al confine con la Bolivia mentre cercava di passare la frontiera. L'ex membro dei Pac ribatte: "Italia arrogante, non devo scuse ai familiari delle vittime".

"Ha lasciato il Paese senza motivo apparente"

Il ministro brasiliano ha spiegato la dura presa di posizione del governo: "Battisti ha cercato di uscire dal Paese senza una ragione precisa, dicendo che stava andando a comprare materiale da pesca. Ma ha rotto il rapporto di fiducia perché ha commesso un illecito e lasciava il Brasile, con denaro oltre il limite consentito, senza motivo apparente".

Verso l'estradizione?

La presa di posizione del ministro Jardim arriva due giorni dopo la mossa del governo brasiliano, che ha revocato a Battisti lo status di rifugiato. Un passo che potrebbe portare all'estradizione, se i giudici del Tribunale Supremo Federale non dovessero accettare la richiesta di 'habeas corpus', avanzata dall'ex terrorista lo scorso 25 settembre. 

Brasile: estradizione è “atto sovrano” 

L'espulsione di Cesare Battisti dal Brasile è possibile grazie al trattato bilaterale firmato dal paese sudamericano con l'Italia, che definisce l'estradizione un "atto sovrano”, ha spiegato il ministro Jardim a BBC Brasil, confermando l'intenzione del presidente della Repubblica brasiliana, Michel Temer, di estradare l'ex terrorista.

Orlando apprezza mutata prospettiva Brasile

Il ministro della giustizia Andrea Orlando, a quanto riporta l’Ansa, ha espresso apprezzamento per la dichiarazione del ministro della giustizia brasiliano, ritenendolo un mutamento di prospettiva che è stato possibile grazie alla riapertura dei canali della cooperazione Italia-Brasile in materia di giustizia, su basi di reciproca fiducia.

Battisti attacca l'Italia: "È un Paese arrogante"

L'ex terrorista, in un'intervista al quotidiano brasiliano "Folha de S. Paulo", dal canto suo è tornato ad attaccare l'Italia: "È un Paese così arrogante. A Roma sono convinti che sia un compito per loro facile portarmi via dal Brasile”, ha detto Battisti. L'ex membro dei Proletari Armati per il Comunismo (Pac) ha definito l’atteggiamento italiano nei suoi confronti come un'espressione di "orgoglio e vanità". "La mia arma per difendermi non è fuggire. Mi trovo dal lato della ragione, ho tutto dalla mia parte”, ha detto Battisti . "Sono in prescrizione dal 2013 e non si può tornare indietro dopo cinque anni", ha aggiunto l'ex terrorista, riferendosi alla decisione dell'ex presidente brasiliano, Luiz Inacio Lula da Silva, di concedergli asilo politico nel 2010.

"Hanno creato un mostro"

Secondo Battisti, ci sono "varie ragioni" dietro alla volontà dell'Italia di riportarlo in patria. "Soprattutto negli anni che ho vissuto in Francia, ho approfittato di ogni intervista per denunciare ciò che stava accadendo in Italia. Persone arrestate e scomparse, uccise dalla polizia, suicidi sospetti, la mafia al potere. Io stavo dando fastidio e così hanno creato un mostro, spargendo menzogne e mescolando il tutto con una cosa seria, che è stata la mia partecipazione alla lotta armata, che non nego", ha detto l'ex membro dei Proletari armati per il comunismo.

Battisti: non devo scuse a familiari vittime

Intervistato dall’Ansa, alla domanda se intenda mandare un messaggio alle famiglie delle vittime che la giustizia italiana gli imputa, Battisti ha rincarato la dose dicendo che "tutte le morti sono deplorevoli. Ma non c'è motivo che io chieda scusa per qualcosa che hanno commesso altri". L'ex terrorista ha detto di sentirsi "brasiliano" più che italiano dopo tutti gli anni trascorsi lì come rifugiato, anche perché in Italia contro di lui c'è solo "odio e risentimento”.

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