Migranti, oltre 4mila soccorsi nelle ultime 24 ore. Minniti in Libia

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Il totale degli arrivi nel 2017 si avvia a superare quota 90mila. Il ministro dell'Interno è a Tripoli per incontrare 13 sindaci del Sud del Paese e convincerli a mobilitarsi contro i trafficanti di uomini. Premier Serraj: "Faremo tutto ciò che possiamo". SPECIALE

In Libia “si gioca la partita cruciale” sul tema immigrazione. È per questo che il ministro dell’Interno Marco Minniti è a Tripoli per incontrare 13 sindaci del Sud del Paese e convincerli a mobilitarsi contro i trafficanti di uomini. Prima di loro, il ministro ha incontrato il premier libico Fayez Al Serraj. Secondo un tweet dell’ambasciata italiana a Tripoli, Serraj ha detto a Minniti che “la Libia farà tutto ciò che può per lavorare con l'Italia”. Questi incontri fanno parte della strategia del ministro, che in questi giorni ha avuto diversi vertici internazionali, per allentare la pressione migratoria sull’Italia. Nelle scorse ore si è registrato un nuovo picco di salvataggi in mare: solo ieri, secondo la Guardia costiera, circa 4.100 persone sono state soccorse nelle acque del Mediterraneo centrale nel corso di oltre 20 interventi. Il totale degli arrivi nel 2017, così, si avvia a superare quota 90mila.




 

Dalla Libia il 97% delle partenze per l’Italia

Dalla Libia, ha sottolineato Minniti, è partito il 97 per cento delle persone arrivate quest'anno in Italia. È dunque nel martoriato ex Paese di Gheddafi, ha spiegato, che bisogna intervenire per frenare le partenze. L'Italia batte da tempo su questo tasto: è l'unico Paese ad aver riaperto l'ambasciata a Tripoli, sostiene il governo di accordo nazionale di Fayez al Serraj, addestra e supporta la Guardia costiera locale (cui ha dato 4 motovedette e altre 6 arriveranno in futuro), ha fatto pressione su Bruxelles per aumentare i finanziamenti diretti verso la Libia. Ma non basta: l'autorità dell'esecutivo Serraj – che ieri ha chiesto l'uso dell'aviazione contro “l'emigrazione illegale” – è molto labile. Ad avere il controllo del territorio sono i capi tribù, i sindaci.

Obiettivo: come combattere i trafficanti

Con loro - quelli delle zone tribali del Sud, porta d'ingresso ai flussi provenienti dall’Africa subsahariana - Minniti ha aperto un canale di rapporto già da alcuni mesi. Li ha ricevuti al Viminale e ora ricambia la visita in Libia. L'obiettivo, ha informato il ministro, è quello di “discutere con loro su come sganciarsi dal giogo dei trafficanti di esseri umani”. Che hanno in mano l'unica industria florida del Paese e foraggiano anche milizie e guardie costiere locali. Occorre, dunque, avviare un circuito alternativo, far crescere un'economia diversa per cambiare le cose. All'incontro partecipa anche il presidente dell'Anci Antonio Decaro. Il vertice, infatti, dovrebbe servire non solo a impostare una collaborazione, ma anche i primi progetti insieme all'Anci: come ad esempio gemellaggi e supporti nell'attivazione dell'anagrafe e di altri servizi.


 

Polemiche su codice ong

È sempre aperto, intanto, il fronte europeo. Confronti sono in corso con Bruxelles sul codice per le ong, che l'Italia vuole attivare al più presto. Una bozza del documento contiene 11 regole cui le navi umanitarie dovrebbero attenersi, pena il divieto di approdare nei porti italiani. Amnesty International e Human Rights Watch, però, non ci stanno e lanciano l'allarme: “Il tentativo di impedire alle navi delle ong di operare nelle pericolose acque vicino alla Libia rischia di mettere in pericolo migliaia di vite”. Tra le altre cose, la bozza prevede infatti il divieto per i mezzi delle ong di entrare in acque libiche e di trasferire i migranti soccorsi su altre navi.

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