Egitto, attacco in Sinai: “Uccisi più di 40 terroristi islamici”

(Foto d'archivio)
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Scontri tra l’esercito e alcuni miliziani dopo un attentato kamikaze che avrebbe causato almeno 10 vittime a sud di Rafah per mezzo di un’autobomba lanciata contro un posto di blocco

Almeno 40 terroristi islamici sono rimasti uccisi durante gli scontri con le forze armate egiziane in seguito a un attacco dinamitardo kamikaze nel nord-est del Sinai, a sud di Rafah. L’esercito del Paese ha fatto sapere che sono 26 i militari “morti e feriti” nell’attentato. Anche se vi è stato un episodio di 60 terroristi uccisi in un sol giorno nel marzo dell'anno scorso, la cifra di 40 morti è elevata anche per la sanguinosa guerriglia in corso dalla metà del 2013 nel Sinai nord-orientale e centrale. Tuttavia, le cifre complessive o dettagliate non vengono fornite dall'esercito e sono molto rare anche sui media egiziani.

L’attacco contro un posto di blocco

L'attacco è stato realizzato con un'autobomba lanciata contro un posto di blocco e seguita da decine di miliziani mascherati che a piedi hanno sparato contro i militari. "Una postazione delle forze armate è stata preso di mira con l'esplosione di un'autobomba che ha causato 26 morti e feriti fra gli eroi delle forze armate - si legge in un comunicato dell'esercito egiziano - La zona viene passata al setaccio all'inseguimento di elementi terroristi".

Incerto il numero delle vittime

Le vittime sono "almeno dieci" e fra loro c'è anche un alto ufficiale delle forze speciali. Fonti mediche e della sicurezza hanno parlato di "almeno otto" morti, ma non escludono che il bilancio salga a dieci poiché erano numerosi i militari assegnati alla postazione.

Gli scontri con l’esercito

All’attacco sono seguiti scontri durante i quali, si legge nel comunicato, “più di 40 takfiri", termine che indica terroristi islamici, sono stati uccisi dalle forze armate egiziane. Durante la reazione dell'esercito all' "attentato terroristico effettuato da elementi takfiri contro alcune postazioni a sud di Rafah" sono state distrutte anche "sei vetture", precisa il testo ufficiale postato sulla pagina Facebook dell'esercito.

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