Spagna, la città di Barcellona contro Airbnb

Uno striscione esposto dal balcone di un palazzo a Barcellona recita "Nessun appartamento turistico" (foto: Getty Images)
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Cresce la tensione tra la città e i gestori della piattaforma dopo che negli ultimi giorni sono emersi numerosi casi di appartamenti turistici affittati in condizioni definite "illegali"

A Barcellona è scontro aperto tra il comune e Airbnb, la piattaforma che mette in contatto persone in cerca di un alloggio e privati che ne dispongono. Motivo della disputa i numerosi casi resi noti dalla stampa spagnola nei giorni scorsi di appartamenti affittati a turisti in condizioni definite “illegali” dall’amministrazione catalana. In aggiunta a ciò, ci sarebbe anche l’esasperazione degli abitanti nei confronti di un’invasione turistica che rischia di non essere più controllabile.

Appartamenti affittati illecitamente

Diversi sono stati i casi di affitti controversi tramite la piattaforma Airbnb. Uno lo ha denunciato la vicesindaco di Barcellona, Janet Sanz. Un ex dirigente proprio di Airbnb, infatti, avrebbe affittato per anni un appartamento, di cui era formalmente inquilino, nella Ciutat Velha, uno dei quartieri più antichi della città catalana, senza avere mai avuto il consenso del proprietario. Sanz ha definito questo caso "grave e allarmante", sostenendo che "la piattaforma ha valicato tutti i limiti". Dalla stampa catalana, poi, è emerso nei giorni scorsi un altro caso. Una donna, proprietaria di un appartamento nel centro, lo avrebbe prenotato attraverso Airbnb dopo aver constatato che il suo "inquilino" lo subaffittava ai turisti, nonostante il contratto di affitto vietasse tassativamente questa pratica. Dopo essere cosi entrata nel proprio appartamento, la donna ha immediatamente cambiato le chiavi e messo fine al giro d'affari.

Un'invasione turistica incontrollata

Spesso sono le lunghe procedure amministrative a favorire gli abusi. Secondo "La Vanguardia", il fenomeno degli appartamenti affittati illegalmente ai turisti si sarebbe diffuso a macchia d’olio in tutta la città. Questo avrebbe contribuito ad accrescere anche l’esasperazione degli abitanti, preoccupati per l’invasione turistica e per una movida sempre più incontrollata. Inoltre, in questo business illecito ci sarebbero organizzazioni criminali russe che utilizzerebbero proprio la piattaforma di Airbnb per affittare i locali. La vicesindaco ha accusato il servizio di "incentivare" gli appartamenti turistici "illegali" proposti senza licenza. Per cercare di arginare questo fenomeno il comune ha inoltre preannunciato possibili nuove sanzioni, con multe fino a 600mila euro.

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