Brexit, Tusk: trovata intesa su criteri per trasloco agenzie Ue

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Il presidente del Consiglio europeo, su Twitter, fa sapere che i leader hanno raggiunto un accordo unanime su come spostare Ema e Eba, agenzie Ue del farmaco e del controllo per le banche, dal Regno Unito. Passa linea Italia: sì a criteri di merito. Decisione a novembre

Continuano a definirsi i contorni della Brexit. Il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, con un tweet ha fatto sapere che il vertice dei leader Ue, nel formato a 27, ha trovato un accordo unanime sul testo per stabilire i criteri e le procedure per il trasloco delle agenzie Ue del farmaco (Ema) e del controllo per le banche (Eba). Entrambe, infatti, dovranno traslocare dal Regno Unito.

Votazione finale a novembre, passa linea Italia

La procedura prevede la presentazione di tutte le candidature entro il 31 luglio. Entro il 30 settembre la Commissione farà la sua valutazione del livello di soddisfazione dei requisiti concordati. Seguirà una discussione politica basata sulla valutazione della Commissione Ue (come chiesto dall'Italia, con un passaggio anche al Consiglio europeo), prima della votazione finale, che sarà a novembre. L’Italia spera di portare l’Ema a Milano. Insieme a Olanda, Svezia e Spagna, aveva iniziato una battaglia per fare in modo che la scelta tra le numerose candidature fosse fatta in base a criteri di merito e non di equilibrio geopolitico, come chiesto dai Paesi dell’Est. Con le rassicurazioni di una valutazione dei requisiti da parte della Commissione Ue e poi della discussione politica, il premier Paolo Gentiloni ha ora qualche chance in più di raggiungere il risultato. Smentiti anche i rumors secondo cui la cancelliera tedesca Angela Merkel era in combutta sottobanco col presidente francese Emmanuel Macron per spartirsi le agenzie Ema e Eba.

La trattativa: prossimo round il 17 luglio

Ieri, intanto, la premier britannica Theresa May ha assicurato che nessun cittadino europeo dovrà lasciare il Regno Unito con la Brexit e che a tutti verrà data la possibilità di regolarizzare il proprio status. Ai leader europei ha spiegato che intende dare la più ampia certezza possibile ai tre milioni di cittadini Ue che al momento vivono in Gran Bretagna, precisando che il Governo non vuole cacciare nessuno e non vuole separare le famiglie. Per questo verrà data a tutti l'opportunità di regolarizzarsi: tutti i cittadini europei residenti (ad una data che sarà specificata in seguito e non anteriore ai negoziati Brexit) da almeno cinque anni verrà data la residenza con pieni diritti. Avranno sanità, istruzione, benefit e pensioni come se fossero inglesi. Anche a chi è arrivato nel Paese prima di una data limite (non ancora specificata), ma non ha ancora i 5 anni da residente, verrà data la possibilità di restare fino al loro compimento per poi chiedere il permesso di soggiorno. La premier ha avvertito che la reciprocità è vitale: la sua proposta sarà valida solo se gli stessi diritti saranno riconosciuti agli inglesi residenti nell'Ue. Il documento con gli ingredienti della proposta della Brexit “made in Uk”, come annunciato dal negoziatore britannico David Davis, sarà pubblicato nel dettaglio lunedì e costituirà la base di discussione per lanciare nel vivo la trattativa al prossimo round del 17 luglio.

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