Mali, attacco a resort. Almeno 2 morti, liberati 32 ostaggi

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Un resort frequentato da occidentali a Bamako è stato oggetto di un attacco di matrice jihadista. Forze speciali maliane e francesi sono entrate in azione. Farnesina: nessun italiano coinvolto

Un centro turistico di Bamako, la capitale del Mali, il residence Kangaba, frequentato da occidentali è stato oggetto di un attacco da parte di un comando jihadista. I terroristi hanno assaltato l'hotel sparando raffiche di armi automatiche. Ancora incerto il bilancio delle vittime. Immediato l’intervento delle forze speciali maliane affiancate da reparti francesi di stanza nel Paese africano che hanno liberato dopo alcune ore 32 ostaggi. Tra di essi, tre cittadini del Mali e quattro occidentali.

Aggressori avrebbero urlato "Allah u-Akbar"

Testimoni hanno riferito di colpi d'armi automatiche e di una densa colonna di fumo nero che si è levata poco dopo che il gruppo di uomini armati ha fatto irruzione nel complesso, che si trova non lontano dall'aeroporto. Le fonti del governo  - scrive la Bbc online -hanno parlato subito di "sospetti jihadisti" che avrebbero gridato 'Allah u-Akbar'. Altri testimoni hanno invece riferito che tra di loro gli aggressori parlavano in inglese. Insieme alle forze speciali maliane sono intervenuti i militari francesi che fanno parte del dispiegamento anti-jihadista Barkhane.

Farnesina: al momento non risultano italiani coinvolti

Al momento non risultano italiani coinvolti nell'attacco al resort nei pressi di Bamako, la capitale del Mali. Nel renderlo noto, fonti della Farnesina precisano che l'Unità di crisi del ministero degli Esteri si è messa in contatto con tutti i connazionali iscritti al sito web, per verificare che tutti stiano bene. 

Il centro in Mali oggetto dell'attacco

Il residence Kangaba è un complesso alberghiero costituito soprattutto da lodge di un certo livello, con numerose piscine e vegetazione gradevole. Ai turisti vengono proposte molteplici attività sportive e culturali. 

I precedenti attacchi in Mali

Non è la prima volta che alberghi e resort in Mali finiscono nel mirino dell'estremismo islamico. Nel marzo 2016 era stato assaltato l'hotel Nord-Sud nella capitale maliana che ospitava la missione dell'Unione europea di addestramento dell'esercito maliano (EutmMali). Un attentatore era stato ucciso dalle forze di sicurezza ma non c'erano state altre vittime. Era andata peggio l'anno prima, il 20 novembre 2015 quando era stato attaccato l'Hotel Radisson Blu, uno dei più esclusivi di Bamako. Il bilancio era stato di 20 morti, oltre ai due terroristi. A rivendicare l'attacco era stata Aqmi, al-Qaida nel Maghreb islamico, che aveva agito in coordinamento con il gruppo jihadista dell'algerino Mokhtar Belmokhtar, al- Morabitoune. Nel marzo dello stesso anno era finito sotto attacco il bar-ristorante La Terrasse. Cinque i morti, tra i quali due stranieri. Nel 2012 il nord del Mali era caduto sotto il controllo di gruppi jihadisti legati ad al Qaida che si erano saldati con ribelli Tuareg contro i quali, nel gennaio 2013, era intervenuta una forza militare internazionale guidata dalla Francia che aveva 'liberato' gran parte dell'area, anche se tuttora alcune zone sono in mano agli estremisti islamici che hanno colpito anche il centro e il sud del Paese. 

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