Clima, Ue: andiamo avanti. Putin: Trump poteva evitare di uscire

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Dopo lo strappo del presidente Usa, i leader europei reagiscono. Italia, Francia e Germania: "No a nuovi negoziati". Juncker: "Non si torna indietro". Anche la Cina conferma il suo impegno. La Russia: "Senza Usa l'accordo di Parigi è inattuabile"

Tutti contro Trump dopo l'addio all’accordo sul clima di Parigi. Tutti tranne uno: Putin, che sottolinea come "senza gli Usa gli accordi sul clima sono inattuabili". Di diverso parere la Ue, che ribadisce che "indietro non si torna" e la Cina, che assicura il suo sostegno alla promozione "a livello globale di uno sviluppo 'verde', sostenibile e a basse emissioni di carbonio". Insomma, dito puntato sull'amministrazione del tycoon che, dopo aver sollevato un potente coro di polemiche, si rivolge direttamente ai leader Ue Merke, Macron e May e assicura che "il dialogo e gli sforzi per proteggere l'ambiente resistono".

In effetti, il presidente americano "poteva pure evitare di uscire dagli accordi", dice Vladimir Putin, ma afferma che "c'è ancora tempo per essere costruttivi" ma che il presidente americano "poteva evitare di uscire dagli accordi".

Putin: "Trump poteva evitare di uscire dagli accordi"

L'accordo di Parigi sul clima dovrebbe entrare in vigore nel 2021, quindi "c'è ancora tempo per essere costruttivi se lo vogliamo", ha detto Vladimir Putin. "Credo che non si debba fare confusione intorno alla decisione del presidente Trump ma creare elementi per ricomporre le divisioni". E ha aggiunto: "Io adesso non vorrei giudicare il presidente Trump" per la decisione di uscire dagli accordi di Parigi sul clima, "forse" pensa che "non fossero ben ponderati", "forse pensa che non ci siano le risorse necessarie, tutto questo va studiato con attenzione", ma "secondo me poteva evitare di uscire dagli accordi perché si tratta di un'intesa di massima e difatti avrebbe potuto cambiare gli obblighi degli Stati Uniti nel quadro degli accordi di Parigi".

Questa mattina il Cremlino, attraverso le parole del consigliere Andrei Belusov, aveva fatto sapere che "è assolutamente evidente" che senza la partecipazione degli Usa gli accordi di Parigi non potranno essere messi in atto. "Per quanto posso giudicare", aveva aggiunto Belusov, "si tratta di un'uscita in un certo senso relativa perché è stato detto che l'amministrazione Usa sta cercando una soluzione più giusta per questi problemi, ma certamente provo grande rammarico perché non si possono cambiare le decisioni già prese".

Le reazioni di Merkel, Gentiloni e May

Diversa la reazione dei leader europei. La cancelliera tedesca Angela Merkel, che l'1 giugno si era detta "rammaricata" per la scelta fatta dall'amministrazione Trump, è tornata sull'argomento il giorno successivo: la decisione di Trump "non riuscirà a fermare tutti quelli tra noi che si sentono obbligati a proteggere il pianeta", ha ribadito.
Anche l'Italia proseguirà nel suo impegno contro il cambiamento climatico, come ha spiegato il premier Paolo Gentiloni, a margine delle celbrazioni per la festa del 2 giugno: "C'è un accordo che va mantenuto e noi lo manterremo. E spero che gli Stati Uniti possano rivedere la posizione che hanno preso ieri".
Le critiche a Washington sono arrivate anche da Londra. Il primo ministro Theresa May ha espresso la sua "delusione" a Trump che l'aveva chiamata per annunciarle la sua decisione di ritirarsi dall'accordo di Parigi sul clima. Lo riferisce Downing Street che fa sapere anche che May ha sottolineato come il Regno Unito resti "impegnato nel rispetto dell'accordo di Parigi", anche secondo quanto stabilito durante il vertice g7 di Taormina.

Macron: Usa hanno "girato le spalle al mondo"

Il più critico nei confronti di Trump, nell’Ue, è stato Emmanuel Macron. Il presidente francese ha accusato gli Usa di aver "girato le spalle al mondo" e ha ricordato che "non c'è un piano B perché non c’è un pianeta B". Poi l’appello "a tutti gli scienziati e a tutti i cittadini impegnati" sul problema del clima "delusi dalla decisione" di Trump: "Troverete in Francia la vostra seconda patria. Venite a lavorare in Francia". Il discorso è stato ripetuto anche in inglese con una stoccata al motto del Tycoon scelto per la campagna presidenziale del 2016, "Make America great again", che Macron ha tramutato in un "Make our planet great again".

Cina e Ue allineati. Juncker: "Non si torna indietro"

Sulla questione non è mancata neanche la replica europea, arrivata dal presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker che, in apertura dell'Eu-China Business Summit, ha garantito che la lotta al cambiamento climatico "oggi è più importante che ieri" e che "Cina e Ue sono allineati per soluzioni comuni". Juncker ha sottolineato l'importanza di "una piena implementazione dell'accordo di Parigi" e affermato che la comune linea di vedute con la Cina "è un messaggio al mondo: non si torna indietro dall'accordo di Parigi". Da parte sua, la Cina ha confermato che terrà fede agli impegni presi: "Crediamo che rifletta l'ampia approvazione della comunità internazionale sulla questione dei cambiamenti climatici", ha ribadito in conferenza stampa la portavoce del ministero degli Esteri, Hua Chunying. 

  

Europa e Unione Africana: "Lavoreremo insieme"

Nonostante la decisione americana, continuano i lavori in vista della conferenza Cop23 di novembre, tra Ue e Unione africana (Ua) che, dopo l'annuncio di Trump, hanno confermato il loro impegno "a lavorare insieme per finalizzare il programma di lavoro dell’accordo di Parigi", con il cambiamento climatico e le energie rinnovabili che "saranno sull'agenda del prossimo vertice Africa-Ue”, come spiega una nota.

Le dimissioni dei consiglier Elon Musk (Tesla) e Bob Iger (Disney)

Ma la decisione di Trump non è piaciuta nemmeno negli Usa, dove sono iniziate ad arrivare le prime dimissioni di personaggi importanti, come Elon Musk, ceo di Tesla e SpaceX. Musk, come aveva già anticipato, dopo l’annuncio su Parigi ha deciso di lasciare il suo ruolo di consigliere nello "Strategic and policy forum", un gruppo di esperti che presta consulenza al presidente in merito a politiche economiche e di lavoro. Il tweet con cui ha annunciato la scelta ha ricevuto più di 400mila like al 2 giugno.

 

Sempre su Twitter, è arrivato l’annuncio delle dimissioni dal suo ruolo di consigliere anche da parte del Ceo di Disney, Robert Iger. “È una questione di principio”, ha ricordato.

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