Manchester, arrestato in Libia il fratello di Abedi: "Sono dell’Isis"

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Fermato a Tripoli anche il padre del kamikaze. Altre 5 persone in manette nella città inglese. La polizia britannica: “Stiamo investigando su un network terrorista”. Caccia all'artificiere che ha costruito la bomba. Telegraph: fermata una donna 

Una cosa ormai è certa: Salman Abedi, il kamikaze che ha fatto una strage di teenager a Manchester, non ha agito da solo (IL PANICO E LE URLA: FOTO - LE TESTIMONIANZE). “Stiamo investigando su un network terrorista” dice la polizia. Il 22enne attentatore della Manchester Arena poteva infatti contare su una rete che, oltre ad essere attiva nel Regno Unito, aveva una solida base in Libia. Non solo. Vista la natura dell'ordigno, il kamikaze poteva contare almeno su un artificiere esperto. Ed è lui, il complice, il ricercato numero uno.

Network terrorista

L'ultima persona arrestata nell'ambito delle indagini legate attentato suicida è una donna, scrive su Twitter il Telegraph. Gli altri arrestati, confermati dalle forze dell'ordine, sono in tutto 7: 5 sono finiti in manette nel Regno Unito, incluso il fratello Ismail Abedi, due sono stati fermati in Libia. Si tratta del padre del kamikaze, Ramadan Abesi, e del fratello minore, Hashem.

Il fratello confessa: sono dell’Isis

Ed è proprio Hashem a rivelarsi la pedina più preziosa: ha confessato, secondo la 'polizia' antiterrorismo locale, Rada, di essere membro dell'Isis e di essere stato al corrente del progetto del fratello, che era tornato da Tripoli a Manchester solo 4 giorni prima di compiere la strage del 22 maggio. Non solo. A sua volta Hashem stava preparando un attacco nella capitale Libica. 

 

Ordigno molto potente 

Questo gli ultimi sviluppi insieme alla rivelazione del New York Times che ha pubblicato le foto dei resti dell'ordigno usato dal kamikaze, dalle cui analisi appare essere molto più sofisticato di quanto inizialmente riferito. Secondo Il Nyt,che cita risultati preliminari dell'inchiesta britannica, l'ordigno era "piccolo ma estremamente potente, riposto in un contenitore di metallo (non più grande di un barattolo, ndr) celato a sua volta o in una maglietta nera in uno zaino azzurro Karrimor e aveva un detonatore che il kamikaze teneva nella mano sinistra".


Salman legato a reclutatore Isis

Infine, secondo quanto emerge da un’inchiesta di Sky News, il terrorista che ha ucciso 22 persone al concerto di Ariana aveva legami con un gruppo dell'Isis che operava a Manchester. Il network britannico avrebbe ricostruito i contatti tra l’attentatore e alcuni jihadisti locali andati a combattere in Iraq e Siria come 'foreign fighters'.

Fra loro è spuntato il nome di Raphael Hostey, 24enne originario dello stesso quartiere nel quale viveva Abedi, considerato uno dei più importanti reclutatori dello Stato islamico nel Regno Unito. E' stato ucciso nel corso del raid di un drone occidentale in Siria l'anno scorso e aveva creato una vasta rete di proseliti nella quale era finito anche l'attentatore dell'arena. Abedi e Hostey pregavano nella stessa moschea di Didsbury e insieme avrebbero coltivato un forte rifiuto dell'Occidente prendendo la strada dell'estremismo islamico. 

 

Sky News: imagini del kamikaze verso concerto

Ed emergono le prime immagini di Abedi; Sky News tramette infatti i filmati ripresi dalle telecamere a circuito chiuso che mostrerebbero il kamikaze mentre cammina in direzione della Manchester Arena che ospita il concerto della pop star amata dai teenger. Il video mostra un giovane curvo vestito di nero, con il volto in parte celato da un berretto con ampia visiera dello stesso colore, uno zaino con l'interno di colore azzurro sulle spalle e scarpe da ginnastica. 


Operazione Temperer

Intanto nel Regno Unito, dopo che il premier Tehersa May ha innalzato l'allerta terrorismo al livello più alto, "critico", confermando il timore che un altro attentato sia imminente, è iniziata la prima fase dell'Operazione Temperer: il piano di emergenza preparato dopo l'attentato del 13 novembre 2015 a Parigi. Piano che prevede lo schieramento di 3.800 soldati nelle strade del Paese per proteggere installazioni ed edifici chiave consentendo agli agenti di polizia armati (una minoranza nel Regno Unito) di pattugliare le strade per prevenire o ridurre i danni prodotti da eventuali nuovi attacchi. 

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