Russiagate, il Washington Post: coinvolto alto funzionario Casa Bianca

Trump insieme alla moglie Melania mentre si appresta a partire per il primo viaggio all'estero (Getty)
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La rivelazione poco prima della partenza del presidente per il suo primo viaggio all’estero. Secondo il New York Times, Trump avrebbe detto ai russi che "Comey era un pazzo: senza di lui meno pressioni"

L'inchiesta dell'Fbi sul Russiagate ha raggiunto la Casa Bianca. Secondo quanto rivela il Washington Post i federali stanno verificando la posizione di un attuale stretto consigliere del presidente che lavora alla Casa Bianca. Finora le indagini sulle presunte ingerenze russe sulle presidenziali del 2016 ed i contatti tra membri dello staff di Trump e funzionari di Mosca, avevano riguardato ex membri della squadra della campagna elettorale ma nessuno che lo avesse seguito alla Casa Bianca.

L'inchiesta continua a crescere

Il Washington Post parla di un consigliere di alto livello alla Casa Bianca quale persona interessata dall'inchiesta sul Russiagate, citando fonti anonime informate. Una rivelazione, scrive ancora il giornale, che giunge mentre l'inchiesta sembra entrare in una fase particolarmente intensa, un'intensità che ci si aspetta aumenti ulteriormente nelle prossime settimane. Fonti sottolineano tuttavia che l'accelerazione non implica che una imminente virata su accuse penali o di altro tipo. La diffusione di queste rivelazioni da parte del Washington Post avviene pochi minuti dopo la partenza di Donald Trump per il suo primo viaggio all'estero che lo vedrà lontano da Washington per nove giorni.

Casa Bianca: "Comey ha politicizzato Russiagate"

Intanto la Casa Bianca ha risposto alla notizia del New York Times secondo cui il presidente avrebbe detto al ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, che aver licenziato "quel pazzo" di Comey allentava le pressioni dell'inchiesta dell'Fbi. "Mettendo in mostra e politicizzando l'indagine sulle azioni della Russia, James Comey aveva creato una pressione non necessaria sulla nostra capacità di impegnarci e negoziare con la Russia", ha detto il portavoce Sean Spicer. "L'indagine sarebbe comunque andata avanti", ha detto Spicer, quindi senza negare l'indiscrezione del Nyt, basata su resoconti dell'incontro con i russi. "Ancora una volta la vera storia - ha osservato il portavoce della Casa Bianca - è il fatto che la sicurezza nazionale sia stata minata dalla diffusione di notizie su conversazioni private e altamente classificate".

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