Russiagate, bufera su Trump. Che accusa: "Nessuno trattato come me"

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Il New York Times ha citato un memorandum dell'ex capo del Bureau, James Comey, in cui viene descritta la richiesta del presidente di insabbiare le indagini su su Michael Flynn, il consigliere alla sicurezza nazionale

Nuova, e potenzialmente devastante rivelazione sul presidente Donald Trump, mentre ancora infuria la bufera per le informazioni 'top secret' che ha passato ai russi. Secondo il New York Times, Trump lo scorso febbraio ha chiesto all'allora capo dell'Fbi, James Comey, licenziato in tronco la scorsa settimana, di fermare le indagini sul suo ex consigliere per la sicurezza nazionale, Michael Flynn, e i suoi contatti con il Cremlino. Flynn fu costretto a dimettersi dopo appena 24 giorni in carica perché travolto dal Russiagate sul quale James Comey stava indagando.


 

"Nessuno trattato come me"

"Nessun politico nella storia è stato trattato peggio e più ingiustamente di me" ha detto Trump parlando ai giovani cadetti della Guarda Costiera Usa a New London, in Connecticut, puntando ancora una volta il dito contro i media. "Non smetterò mai di combattere per voi - ha aggiunto - non sono stato eletto per servire i media di Washington".

In soccorso del tycoon il presidente russo Putin. "Mosca è pronta a fornire la registrazione del colloquio con Lavrov al centro del Russiagate" ha detto a Sochi incontrando il premier italiano Gentiloni in vista del G7. "In Usa si sta sviluppando una specie di schizofrenia politica"

"Se è vero, possibile impeachment"

Il New York Times ha citato un memorandum dell'ex capo del Bureau nel quale viene descritta la richiesta di Trump, avvenuta nello Studio Ovale. Se confermata, potrebbe trattarsi di "intralcio alla giustizia", spalancando le porte all"impeachment', ovvero alla messa in stato di accusa del presidente. Comey, nel documento, sostiene che Trump gli ha chiesto di "lasciar correre" su Flynn. "E' una brava persona. Lascialo andare", avrebbe detto il presidente.

La campagna per l'impeachment era già scattata con le informazioni "classificate" trasmesse al ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, e al suo ambasciatore a Washington, Serghei Kilsyak, ricevuti alla Casa Bianca il 10 maggio. Se è vero che il presidente, come ha sostenuto, ha tutto il diritto gestire le informazioni in suo possesso come meglio crede, la condivisione di "materiale sensibile" con un Paese straniero avversario, potrebbe, da un punto di vista legale, costituire una violazione della "fedele esecuzione del mandato del presidente", hanno sottolineato alcuni esperti di legge sui media americani.

La Casa Bianca nega

Immediata la replica della White House che in un comunicato smentisce quanto ricostruito dal New York Times:  "Il presidente non ha mai chiesto a Comey o a chiunque altro di porre fine ad alcuna indagine, compresa ogni inchiesta relativa al generale Flynn".  Trump, si legge ancora nella nota ufficiale, ha il massimo rispetto per le nostre agenzie delle forze dell'ordine e per tutte le inchieste - si sottolinea nel comunicato - questa non è una presentazione vera o accurata della conversazione tra Trump e Comey".

Insorgono i democratici

I democratici gridano all'impeachment per il presidente Donald Trump definendo il memorandum di Comey "la pistola fumante",  del tentativo di intralciare la giustizia, citando le parole del parlamentare democratico Elijah Cummings. "Quando è troppo è troppo", ha avvertito il deputato dem Adam Schiff, membro della commissione Intelligence che sta indagando sul Russiagate, sostenendo la necessità di una nuova testimonianza in Congresso per l'ex capo dell'Fbi, obbligatoria e sotto giuramento.

Per il repubblicano John McCain, se Trump ha chiesto a Comey di insabbiare l'indagine su Flynn, si profila  uno scandalo paragonabile al Watergate, quello che nel 1974 costrinse il presidente Richard Nixon a dimettersi per evitare la messa in stato di accusa (impeachment).

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