Francia, Macron presidente. Domenica il passaggio dei poteri

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Il candidato di En Marche vince con il 66%, il doppio dei voti della sfidante Marine Le Pen. Appuntamento tra un mese per le elezioni legislative, che stabiliranno se potrà contare su una maggioranza parlamentare. Prima visita all'estero a Berlino

In Francia inizia l'era di Emmanuel Macron (LA SCHEDA). Il candidato di En Marche! è stato eletto presidente conquistando il ballottaggio con una vittoria schiacciante sulla sua sfidante Marine Le Pen: 66,06% dei consensi contro il 33,94% (il voto regione per regione). A 39 anni, diventa il più giovane presidente della storia francese (IL LIVEBLOG). Ma mentre celebra la sua vittoria al Louvre (le foto), sulle note dell'Inno alla gioia, l'inno europeo, inizia già la prossima sfida: la campagna elettorale per le elezioni legislative che si svolgeranno tra un mese e che stabiliranno quale sarà l'agilità politica del neo-presidente. 

Domenica il passaggio dei poteri con Hollande

Il passaggio di consegne tra il neoeletto presidente e Francois Hollande si svolgerà domenica, come ha annunciato l'Eliseo. Stamattina Macron e Hollande hanno reso omaggio al milite ignoto all'Arco di Trionfo nel 72/o anniversario della fine della seconda guerra mondiale (FOTO). 
La prima visita all'estero di Macron presidente sarà a Berlino, come ha riferito l'eurodeputata centrista Sylvie Goulard, molto vicina al leader di En Marche!. Ieri sera Macron e la cancelliera Merkel hanno già scambiato una telefonata definita "molto calorosa". Anche Francois Hollande, nel 2012, scelse Berlino come prima visita all'estero.  

Tra un mese il voto per il Parlamento francese

Il voto per rinnovare il Parlamento si terrà l'11 giugno (il primo turno) e il 18 giugno (i ballottaggi): saranno eletti i 577 deputati dell'Assemblea nazionale. Il sistema elettorale francese per l'elezione del Parlamento è un sistema a doppio turno, che prevede che nei singoli collegi vadano al ballottaggio i candidati che hanno ottenuto il 12,5% dei voti. E il nuovo inquilino dell'Eliseo corre il rischio di ritrovarsi senza una maggioranza in Parlamento. Molto più che dalle presidenziali, la stabilità politica della Francia dipenderà proprio dalle elezioni per l'Assemblea nazionale.

La sfida di En Marche per la maggioranza parlamentare

Secondo un sondaggio condotto da OpinionWay-Slpv Analytics per il quotidiano Les Echoes e pubblicato alcuni giorni fa, 'En Marche!' potrebbe ottenere tra i 249 e 286 seggi alle elezioni legislative di giugno, sfiorando i 289 seggi necessari per avere la maggioranza all'Assemblea Nazionale. Secondo il sondaggio, che si riferisce all'assegnazione di 535 seggi su un totale di 577, il Front National di Marine Le Pen otterebbe tra i 15 e 25 deputati, mentre oggi occupa solo due seggi al Parlamento francese. I Republicains, il cui candidato Francois Fillon è stato sconfitto al primo turno, sono accreditati di un buon risultato, tra 200 e i 210 deputati, ma assieme agli alleati centristi di Udi. Male i socialisti, che dopo la clamorosa batosta del primo turno otterrebbero tra i 28 e i 43 seggi. La sinistra radicale di Jean Luc Melenchon è accreditata di 6-8 deputati. Per capire che tipo di quinquennato sarà quello di Macron, il primo fondamentale passaggio è dunque quello delle elezioni politiche. 

 

Macron ha ottenuto il doppio dei voti di Le Pen

Intanto Macron parte dall'ottimo risultato del ballottaggio, dove ha ottenuto il doppio dei voti reali della sua sfidante: , 20.703.631 voti contro 10.637.183 e che ha visto una sua affermazione su quasi tutto il territorio francese. Marine Le Pen infatti vince in solo due dipartimenti, nell'Aisne con il 52,91% (47,09% per Macron) e nel Pas-de-Calais con il 52,05%. A Parigi poi il voto per Macron è quasi un plebiscito.  Come anticipato via Twitter dalla sindaca Anne Hidalgo, il neo presidente conquista il l'89,68% dei consensi.

 

Il Front National verso il cambio di nome

Nonostante i numeri forse un po' sotto le aspettative, anche il Front National può dire di aver ottenuto un risultato storico: quasi quattro francesi su dieci hano votato per una forza politica ormai considerata a tutti gli effetti 'normale'. La 'de-demonizzazione' dell'estema destra è il capolavoro politico della Le Pen, che infatti comprende la portata del'evento e annuncia che  "il Front National ora deve rinnovarsi", deve affrontare "una trasformazione per creare una nuova forza politica che sia all'altezza delle necessità  del Paese". Una frase spiegata successivamente dal vice presidente, Florian Philippot, secondo cui il partito cambierà nome, con lo scopo di andare a cercare quel voto della destra moderata che non si riconosce più nel neo-gollismo al tramonto impersonato da Francois Fillon. E qualcosa si muove anche a sinistra. Jean-Luc Melenchon, leader della sinistra radicale di France Insoumise battuto al primo turno, ha subito criticato la presidenza di Macron e ha lanciato un appello "ai 7 milioni di persone che si sono unite attorno al programma con cui ero candidato di mobilitarsi e restare uniti in vista del voto di giugno. La nostra resistenza può farci vincere la battaglia".

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